Notizie Notizie Mondo Tassi Bce: mercato scommette su taglio ad aprile, ma verdetto resta incerto. Inflazione e tariffe, i fattori chiave

Tassi Bce: mercato scommette su taglio ad aprile, ma verdetto resta incerto. Inflazione e tariffe, i fattori chiave

Pubblicato 26 Marzo 2025 Aggiornato 1 Aprile 2025 10:56

La strada che verrà seguita dalla Banca centrale europea (Bce) nel meeting di aprile non sembra, al momento, essere così chiara. Anzi, l’esito della prossima riunione dell’istituto centrale di Francoforte resta ancora incerto, una “close call“. I mercati sembrano propendere per un nuovo taglio, ma ci sono alcuni fattori più di altri che potrebbero influenzare le decisioni della Bce. Tra i principali la pubblicazione del dato relativo all’inflazione di marzo ma anche la politica commerciale americana.

I membri del board Bce che hanno parlato nelle ultime 24 ore (Muller, Kazmir e Vujicic) non hanno fornito spunti chiari su quale sarà la decisione che verrà annunciata il 17 aprile, “segnalando tuttavia – ricordano gli strategist di Mps Capital Services – che i tassi hanno già raggiunto la fascia di neutralità, ovvero il livello all’interno del quale la politica monetaria non è né restrittiva né espansiva”.

Discorso diverso per Piero Cipollone che non esclude un nuovo taglio dei tassi ad aprile. In questo contesto arrivano anche le parole della colomba Fabio Panetta, governatore della Banca d’Italia e membro del consiglio direttivo della Bce. In un editoriale al “Financial Times“, Panetta sottolinea come la Bce si trovi ad affrontare una complessa fase di bilanciamento e deve restare pragmatica nelle sue decisioni sui tassi.

Tre fattori chiave per il meeting di aprile

Manca meno di un mese alla terza riunione del 2025 della Bce, con il nuovo meeting in calendario il prossimo 17 aprile. Dallo scorso giugno la Bce ha tagliato sei volte i tassi, portando il tasso sui depositi al 2,5% nella riunione di marzo.

Poche però le indicazioni sulle prossime mosse. Il mercato si interroga sull’imminente traiettoria dei tassi, le previsioni implicite negli swap overnight danno con una probabilità pari al 72% un altro intervento di 25 punti base.

Secondo Bloomberg Economics, sono tre i fattori che potrebbero far pendere la bilancia: il rapporto sull’inflazione per marzo in uscita il primo aprile (lettura flash), prospettive per lo stimolo fiscale tedesco e le politiche commerciali dell’amministrazione Trump. Nel complesso, Bloomberg si attende che il Consiglio direttivo della Bce taglierà di altri 50 punti base quest’anno con cadenza trimestrale, portando il tasso di deposito al 2% a settembre.

“Se l’inflazione dei servizi dovesse essere inaspettatamente forte a marzo, i falchi della Bce potrebbero chiedere con più forza di avere pazienza prima di tagliare ancora i tassi”, sottolineano gli economisti di Bloomberg. Intanto venerdì prossimo si attendono i primi riscontri sul fronte prezzi in Europa, con i Cpi di Francia e Spagna.

Bce e il caso aprile, per Goldman potrebbe arrivare un nuovo taglio. Ecco perchè

Tra quelli che si attendono una nuova sforbiciata ad aprile c’è Goldman Sachs. Tra i motivi che potrebbero spingere la Bce a tagliare, l’economista Sven Jari Stehn cita un’inflazione core che sembra essere sulla buona strada per raggiungere il 2% entro la fine dell’anno. Inoltre, la banca d’affari Usa sostiene che “la politica monetaria sembra ancora restrittiva con il tasso di deposito al 2,5%” ed “è improbabile che l’imminente cambiamento nella politica fiscale abbia effetti significativi sull’inflazione. La spesa per le infrastrutture aumenta la capacità produttiva e una maggiore spesa per la difesa è improbabile che determini un aumento sostanziale dei prezzi al consumo”.

Da Cipollone a Panetta: gli interventi chiave della settimana

Una settimana densa di interventi da parte dei membri del consiglio direttivo della Bce. L’ottava è iniziata con le parole di Piero Cipollone che in una intervista a Expansión ha messo in evidenza come i dati più recenti indicano che l’inflazione potrebbe raggiungere l’obiettivo della Bce prima di quanto atteso. Il membro del comitato esecutivo della Bce ha sottolineato al tempo stesso che le decisioni sui tassi saranno prese volta per volta.

“Affronteremo ogni riunione con una mentalità aperta, valutando i dati disponibili e prendendo decisioni riunione per riunione. Ogni aggiustamento dipenderà dall’evoluzione dell’economia e da come verranno risolte le incertezze, ma le condizioni attuali lasciano supporre che la politica monetaria sarà meno restrittiva, poiché, al momento, le prospettive rimangono coerenti con le nostre proiezioni di marzo”.

Dalle pagine del “Financial Times” Panetta, una colomba in tema di tassi, ha, invece, esortato la Banca centrale europea ad essere pragmatica e orientata ai dati nel fissare i tassi. Il numero uno di Bankitalia ha sottolineato l’incertezza emergente a causa delle minacce di tariffe, mentre la debolezza economica esercita una pressione al ribasso sull’inflazione. La sospensione del “freno al debito” da parte della Germania e un piano di difesa comune europeo potrebbero invece introdurre un potente stimolo fiscale.

Il focus dovrebbe essere posto sull’orizzonte dell’inflazione – e sull’adeguatezza della posizione attuale di politica monetaria per raggiungere l’obiettivo del 2%.