Notizie Notizie Mondo Bce non delude i mercati: tassi fermi. Pil e Inflazione, le nuove stime

Bce non delude i mercati: tassi fermi. Pil e Inflazione, le nuove stime

11 Settembre 2025 15:00

La Banca centrale europea (Bce) non tocca i tassi d’interesse e presenta le nuove stime macroeconomiche su Pil e inflazione. Si attendono ora le parole della presidente Christine Lagarde che assieme al vicepresidente Luis de Guindos spiegano le decisioni di politica monetaria del Consiglio direttivo.

Tassi ancora fermi nella zona euro

Nel comunicato ufficiale appena diffuso si legge che il Consiglio direttivo ha deciso di mantenere invariati i tre tassi di interesse di riferimento della Bce. I tassi di interesse sui depositi presso la banca centrale, sulle operazioni di rifinanziamento principali e sulle operazioni di rifinanziamento marginale rimarranno invariati rispettivamente al 2,00%, al 2,15% e al 2,40%.

La decisione arriva dopo lo stop di luglio (prima pausa dopo l’avvio dei ciclo di allentamento iniziato iniziato nel giugno 2024). L’inflazione si attesta attualmente intorno all’obiettivo di medio termine del 2% e la valutazione delle prospettive di inflazione condotta dal Consiglio direttivo resta pressoché invariata.

Non cambia nulla su questo punto, con la Bce che assicura: “Il Consiglio direttivo è determinato ad assicurare che l’inflazione si stabilizzi sull’obiettivo del 2% a medio termine. Per definire l’orientamento di politica monetaria adeguato, il Consiglio direttivo seguirà un approccio guidato dai dati in base al quale le decisioni vengono adottate di volta in volta a ogni riunione. In particolare, le decisioni del Consiglio direttivo sui tassi di interesse saranno basate sulla valutazione delle prospettive di inflazione e dei rischi a esse associati, considerati i nuovi dati economici e finanziari, nonché della dinamica dell’inflazione di fondo e dell’intensità della trasmissione della politica monetaria, senza vincolarsi a un particolare percorso dei tassi“.

Pil e inflazione, le nuove stime

Dopo gli aggiornamenti di tre mesi fa, arrivano anche le nuove proiezioni degli esperti della Bce che “tracciano un quadro dell’inflazione simile a quello dell’esercizio previsivo di giugno“. Nel dettaglio, ne emerge che l’inflazione complessiva si collocherebbe in media al 2,1% nel 2025, all’1,7% nel 2026 e all’1,9% nel 2027; l’inflazione al netto della componente energetica e alimentare si porterebbe in media al 2,4% nel 2025, all’1,9% nel 2026 e all’1,8% nel 2027.

Per quanto riguarda le stime del Pil, gli esperti dell’Eurotower stimano che l’economia dovrebbe crescere dell’1,2% nel 2025, con una correzione al rialzo rispetto allo 0,9% atteso a giugno. La crescita prevista per il 2026 risulta ora lievemente inferiore, all’1%, mentre per il 2027 resta invariata, all’1,3%.

Ciclo allentamento al capolinea o no?

Secondo la view di Luke Bartholomew, vicecapo economista di Aberdeen Investments, la questione più rilevante ora è se la Bce abbia effettivamente concluso il ciclo di allentamento o se si tratti soltanto di una pausa temporanea prima di nuovi tagli in futuro. “Le previsioni economiche – aggiunge – sembrano nel complesso coerenti con l’idea che questo ciclo di allentamento sia ormai giunto al termine. Continuiamo comunque a ritenere che la prossima mossa sarà con ogni probabilità un rialzo piuttosto che un ulteriore taglio, sebbene non nell’immediato”.

ING: nessuna novità nella valutazione macroeconomica

Non deludere mai le aspettative del mercato. Potrebbe essere stata stata una delle considerazioni della Bce nel mantenere i tassi di interesse invariati oggi. Ma non l’unica, secondo l’analisi di Carsten Brzeski, global head of macro di ING. “La maggioranza della Bce sembra enfatizzare  – spiega l’economista – diversi sviluppi estivi incoraggianti che supportano un approccio attendista: l’accordo commerciale ‘avrebbe potuto andare peggio’ tra Stati Uniti e UE, la solida crescita del Pil nel secondo trimestre, il miglioramento degli indicatori del sentiment delle imprese e un modesto aumento dell’inflazione ad agosto”.

Bce, la porta a un ulteriore taglio dei tassi è ancora aperta

ING ha già sottolineato in passato che l’asticella per un ulteriore taglio dei tassi da parte della Bce rimane alta. “Ci sono alcune valide argomentazioni dovish che potrebbero ancora costringere la banca centrale a tagliare ulteriormente nei prossimi mesi”, spiega l’esperto della banca olandese che cita “una crescente consapevolezza tra i policymakers dell’eurozona che l’accordo quadro commerciale tra Stati Uniti e UE è tutt’altro che scolpito nella pietra. La condizionalità intrinseca su molti aspetti ha lasciato sufficiente spazio a nuove escalation”. Si pensi anche al rafforzamento del tasso di cambio dell’euro e a una previsione di inflazione di fondo inferiore al 2% per il 2026 e il 2027.

Adesso, attendiamo la conferenza stampa e in particolare ciò che la Presidente della Bce Christine Lagarde avrà da dire sulla Francia e sul possibile utilizzo del Transmission Protection Instrument (TPI). Secondo Carsten Brzeski, Lagarde deve evitare di ripetere l’errore del 2020, mettendo in dubbio la sua determinazione a fare tutto il necessario, pur chiarendo che il sostegno della Bce non può essere dato per scontato.