Notizie Notizie Mondo Inflazione Usa: i numeri di agosto. Fed si prepara ad annuncio tassi

Inflazione Usa: i numeri di agosto. Fed si prepara ad annuncio tassi

11 Settembre 2025 14:51

I numeri dell’inflazione Usa per il mese di agosto sono arrivati sotto la lente dei mercati. Un dato che vede l’indice dei prezzi  al consumo crescere dello 0,4% su base mensile (oltre attese) e aumentare del 2,9% su base annua, mantenendo la Federal Reserve sulla buona strada per tagliare i tassi di interesse nel meeting in calendario la prossima settimana.

Ecco tutti i dettagli e la reazione dei mercati.

Inflazione core in linea con le attese al 3,1%

Secondo i dati del Bureau of Labor Statistics, nel mese di agosto i prezzi al consumo hanno registrato un +0,4% rispetto a luglio (+0,3% previsto dagli analisti). L’indice Cpi core, ovvero la versione che esclude le componenti più volatili come energia e alimentari, mostra a sua volta un aumento dello 0,3%, in linea con la lettura passata e le attese del mercato.

Su base annua, l’inflazione headline sale al 2,9%, in linea con il consensus e in lieve aumento dal +2,7% di luglio, e il dato core è stabile al 3,1%.

Inflazione oltre attese, mercato lavoro è ora priorità Fed

L’inflazione è stata leggermente superiore alle aspettative e i dazi probabilmente la manterranno elevata nei prossimi mesi, ma l’indebolimento del mercato del lavoro è ora la priorità della Fed, con l’aumento delle richieste di sussidi di disoccupazione che preannuncia una ripresa dei licenziamenti in un momento di assunzioni contenute.  Sintetizza così James Knightley, chief international economist Usa di ING, dopo il dato sull’inflazione Usa.

Il mercato sta guardando, infatti, anche alle consuete richieste settimanali di sussidi di disoccupazione che hanno visto un aumento a 263mila, massimo da ottobre 2021, rispetto alle attese di 235mila. “A prima vista, questo dato suggerisce un’accelerazione del ritmo dei licenziamenti in un contesto di assunzioni già deboli e riaffermerà le aspettative di un taglio dei tassi di 25 punti base da parte della Fed la prossima settimana”, conclude Knightley.

“Continuiamo a ritenere che a causa dei dati deboli sul mercato del lavoro la Fed taglierà i tassi la prossima settimana, a cui potrebbe far seguito un ulteriore allentamento in ottobre“, afferma Simon Dangoor, head of fixed income macro strategies di Goldman Sachs Asset Management. “Sebbene le pressioni inflazionistiche a breve termine rimangano elevate e nei prossimi mesi siano probabili ulteriori segnali positivi, dal momento che le aziende stanno esaurendo le scorte e scaricando gli aumenti dei costi, la Fed dovrebbe trarre conforto dalle aspettative di inflazione ancorate e dall’assenza di surriscaldamento nel mercato del lavoro, due fattori che riducono i rischi di effetti collaterali”.

Reazione dei mercati e le attese su tassi Fed

I listini europei mantengono un’intonazione positiva dopo il dato sull’inflazione Usa, che non sembra destare preoccupazione. Positivo anche l’avvio di Wall Street. Poco dopo l’avvio l’indice S&P500 sale dello 0,36%, mentre il Nasdaq e il Dow Jones avanzano rispettivamente dello 0,4%e dello 0,26% circa.

Un’inflazione relativamente contenuta, unita a ulteriori segnali di raffreddamento dell’occupazione, ha stimolato la corsa delle obbligazioni in scia al rafforzamento delle speculazioni su un possibile taglio dei tassi da parte della Federal Reserve per la prima volta nel corso del 2025.

“È chiaro che l’inflazione è relativamente calma, il che fornisce alla Fed la flessibilità di concentrarsi maggiormente sull’arginare la debolezza in corso del mercato del lavoro”, ha affermato Skyler Weinand di Regan Capital in un commento ripreso da Bloomberg. “Prevediamo che la Fed taglierà i tassi di 25 punti base la prossima settimana e che ne seguirà altri due quest’anno, sempre di 25 punti base”.