Tassi Bce: crescita salari torna a salire a un passo dal 4%
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La Banca centrale europea (Bce) annuncia il nuovo aggiornamento trimestrale sulla crescita dei salari negoziati della zona euro. Nel secondo trimestre del 2025 la crescita è tornata a salire verso il 4% (per l’esattezza 3,95%) rispetto al 2,46% dei primi sei mesi dell’anno.
Il dato resta una misura chiave osservata da vicino dalla Bce in ottica di mosse future dei tassi.
Crescita salari torna a crescere a un passo dal 4%
La crescita dei salari torna a salire. Stando ai dati diffusi oggi dalla Bce, il secondo trimestre è stato archiviato con un ritmo di crescita dei salari negoziati nella zona euro in risalita: dal 2,46% dei primi tre mesi del 2025 all’attuale 3,95%. Un dato che resta, tuttavia, al di sotto del record al 5,4% messo a segno nel terzo trimestre 2024. Un livello record che preoccupava chiaramente la Banca Centrale Europea per gli effetti di secondo impatto dell’elevata inflazione.
La fiducia della Bce nella stabilizzazione dell’inflazione al 2% si basa sulla moderazione degli aumenti salariali e sulla riduzione della crescita dei prezzi nel settore dei servizi ad alta intensità di lavoro, ancora bloccata intorno al 3%.
“L’aumento della crescita salariale negoziata è stato probabilmente guidato da pagamenti una tantum e dovrebbe essere di breve durata – spiegano da Bloomberg Economics -. Ci aspettiamo che le pressioni salariali si attenuino nei prossimi trimestri, contribuendo a ridurre l’inflazione dei servizi, ancora elevata. Con i dati recenti che mostrano che l’economia dell’area sta resistendo nonostante le interruzioni tariffarie statunitensi, la Bce potrebbe attendere fino a dicembre per un ulteriore allentamento monetario.”
Bce cauta in vista del meeting di settembre?
Un nuovo dato che finisce sul tavolo del board della Bce che tornerà a riunirsi il prossimo 11 settembre. Una riunione nel corso della quale l’Eurotower potrebbe mostrare ancora una certa cautela, mantenendo (come è avvenuto lo scorso luglio) il costo del denaro in pausa.
Intanto la prossima settimana le principali quattro economie dell’Eurozona (Germania, Francia, Italia e Spagna) pubblicheranno i dati preliminari sull’inflazione di agosto (in uscita venerdì 29 agosto). Per avere il risultato ufficiale dell’andamento dei prezzi a livello aggregato in Eurozona, ricordano da Mps Capital Services, occorrerà, però, attendere la settimana successiva (2 settembre), ma già con i dati di tali Paesi dovrebbe risultare piuttosto chiara la tendenza generale.