Notizie Trading e Mercati Paul Tudor Jones: con la rivoluzione AI i mercati correranno per ancora “uno o due anni”

Paul Tudor Jones: con la rivoluzione AI i mercati correranno per ancora “uno o due anni”

8 Maggio 2026 11:56

Quando Paul Tudor Jones parla del futuro nei mercati è sempre bene ascoltarlo. Il leggendario investitore americano, famoso per aver previsto il terribile Black Monday del 19 ottobre 1987, ha detto che l’attuale momento rialzista dovrebbe durare ancora “per uno o due anni” grazie al boom tecnologico dell’intelligenza artificiale. Tuttavia, sembra il mercato del “toro” prima o poi finirà e allora ci sarà da aspettarsi una “correzione mozzafiato” sui mercati.

La rivoluzione AI come Internet negli anni 90

L’hedge fund manager originario di Memphis, in un’intervista a Cnbc, ha paragonato questi tempi di trasformazione tecnologica con due fasi, una negli anni 80 che vide Microsoft affermare la sua egemonia nel software, e un’altra a metà degli anni 90, quando lo sfruttamento commerciale di Internet raggiunse il pieno sviluppo. Seguirono anni di straordinaria produttività e di crescita dei mercati.

“Penso che Claude, a gennaio di quest’anno, sia come quando Microsoft fu fondata nell’81”, ha detto Jones, mentre l’attuale fase di adozione sempre più diffuse dell’AI è simile al 1995, quando l’utilizzo di Internet ha visto un’accelerata anche con il lancio del sistema operativo Windows 95.

“Entrambi quei momenti furono l’inizio di miracoli di produttività che durarono dai quattro ai cinque anni e mezzo”, ha detto Jones. In questo momento “direi che siamo al 50 o 60%. Se dovessi fare una previsione direi che abbiamo ancora uno o due anni di rally“.

Sui mercati “sembra di essere nel 1999”: euforia ma prima o poi arriverà la correzione

Il mercato azionario ha registrato un’impennata negli ultimi anni, spinto in parte dall’ottimismo sul fatto che l’intelligenza artificiale trasformerà i vari settori industriali e darà una spinta straordinaria alla crescita della produttività. Il rally guidato dalle grandi aziende tecnologiche legate all’infrastruttura dell’AI ha fatto impennare l’indice S&P 500 consentendogli di battere ripetutamente i massimi storici, mentre gli investitori hanno riversato massicci capitali nei produttori di chip, nelle società di cloud computing e nelle sociatà di software per lo sviluppato di AI generativa.

Di fronte a questa situazione il fondatore della società di investimento Tudor Investment Corporation ha suonato una nota di avvertimento: nonostante la fase di sviluppo AI sia nella sua fase iniziale dal punto di vista dei mercati la percezione è molto più simile al 1999, un anno circa prima che il mercato delle dot-come raggiungesse i suoi massimi all’inizio del 2000. A quello fece seguito un notevole ritracciamento e l’esplosione della cosiddetta “bolla delle dot-com”.

Se arriverà un momento simile anche nel caso dell’AI bisognerà tenersi forte. “Immaginiamo che il mercato azionario salga di un altro 40%. Il rapporto tra borsa e PIL arriverebbe probabilmente al 300% o 350%. Si sa già che ci saranno delle correzioni da togliere il fiato“, ha dichiarato.

Sulla sicurezza dell’AI: prima o poi i governi dovranno regolarla

Jones ha comunque detto di aver aumentato i suoi investimenti in società di AI, senza specificare però quali.

“Sono un macro trader, quindi mi limito a comprare dei panieri, e quello che direi semplicemente è che è un periodo davvero pazzesco. Mi piace sempre trovare dei precedenti storici”, ha dichiarato.

Secondo Jones esistono comunque dei rischi di lungo periodo legati all’intelligenza artificiale e ritiene che prima o poi i governi dovranno intervenire con delle regolamentazioni. L’investitore ha detto di temere che l’AI possa diventare un pericolo per l’umanità se lasciata agire senza alcun limite.