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Svizzera: la Banca centrale taglia i tassi e ferma il franco

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Brusca frenata per il franco svizzero. Oggi la Banca centrale svizzera è scesa in campo per fermare l’apprezzamento della moneta elvetica, che dall’inizio dell’anno ha registrato un +22%. Più in generale, a partire da luglio gli asset rifugio hanno beneficiato delle tensioni che minano la tenuta dei conti del Club Med e del pericolo di un downgrade degli Stati Uniti.  

 

In Europa i riflettori sono puntati su Italia e Spagna, “troppo grandi per fallire e per essere salvate”. I rendimenti dei rispettivi titoli a 10 anni si stanno pericolosamente avvicinando al fatidico 7%, che già in precedenza aveva costretto Grecia, Irlanda e Portogallo a ricorrere ai pacchetti di aiuti. Dall’altra parte dell’Atlantico il rating statunitense, nonostante le rassicurazioni arrivate da Fitch, è minacciato da Moody’s e Standard & Poor’s. La prima nel confermare la tripla A ha portato l’outlook sul rating a “negativo”, mentre S&P’s ha fatto sapere che dal piano per l’innalzamento del tetto del debito si attendeva maggiori tagli alla spesa.

 

L’incremento esponenziale dell’avversione al rischio sta quindi costringendo gli investitori a cercare protezione nei beni rifugio per antonomasia: i Bund, l’oro ed i franchi svizzeri. I rendimenti dei titoli tedeschi sono stati spinti sotto il tasso di inflazione (2,4% a luglio) per la prima volta dal 1990, i record del metallo giallo sono all’ordine del giorno (ultimo a 1.672,3 dollari l’oncia) ed il franco svizzero ha recentemente (e ripetutamente) aggiornato i minimi storici contro euro e dollaro.

 

L’apprezzamento della moneta elvetica sta confermando, se mai ce ne fosse bisogno, la solidità dell’economia rossocrociata ma contemporaneamente preoccupa le aziende maggiormente orientate all’export. In quest’ottica oggi la Swiss National Bank ha annunciato di aver ridotto la forchetta del Libor dallo 0-0,75% allo 0-0,25%. La SNB ha inoltre dichiarato che nei prossimi giorni sarà incrementata l’offerta di moneta non rinnovando i pronti contro termine ed i titoli in scadenza; eventualmente la base monetaria sarà incrementata anche facendo ricorso ad un buy-back di titoli pubblici sul secondario.

 

La SNB, rileva il Credit Suisse in una nota, ha evidenziato come l’outlook economico per i prossimi mesi sia “sostanzialmente peggiorato” a causa dell’apprezzamento della moneta e preannunciato “ulteriori misure per combattere la forza del franco svizzero”. “Secondo noi -prosegue la nota- la Banca centrale potrebbe mettere in campo nuovi interventi sul mercato valutario se la forza del franco dovesse continuare”.

 

La decisione della Banca centrale ha immediatamente allentato la tensione sul franco. Con alcuni commentatori che già iniziavano a pronosticare la parità, il cambio eurofranco oggi ha toccato un massimo di seduta a 1,1147. In questo momento per acquistare un euro sono necessari 1,0999 franchi, l’1,2% in più rispetto al dato precedente. Andamento invece altalenante per l’incrocio con il biglietto verde, che salito fino a 0,7787 nel corso della mattina ha quasi del tutto ritracciato i guadagni e quota 0,7681 franchi (+0,2%).