Notizie Notizie Italia Sull’oro di Bankitalia è scontro Bce-governo. Lagarde: “Bankitalia ha piena autorità”

Sull’oro di Bankitalia è scontro Bce-governo. Lagarde: “Bankitalia ha piena autorità”

3 Dicembre 2025 16:34

L’Italia è stata sollecitata dalla Banca Centrale Europea a ripensare alla norma sull’oro di Bankitalia. La proposta di modifica della manovra che “prevede che l’articolo 4, secondo comma, del decreto del Presidente della Repubblica 31 marzo 1988, n. 148 in materia di gestione delle riserve debba essere interpretato nel senso che le riserve auree gestite e detenute dalla Banca d’Italia appartengano al Popolo italiano”. Un emendamento definito poco chiaro. Anche per questo sembra che si vada verso una riscrittura della norma.

Il parere Bce

“Non è chiaro alla Bce quale sia la concreta finalità della proposta di disposizione. Per questo motivo, e in assenza di spiegazioni in merito alla finalità della proposta di disposizione, le Autorità italiane sono invitate a riconsiderare la proposta di disposizione, anche al fine di preservare l’esercizio indipendente dei compiti fondamentali connessi al Sebc della Banca d’Italia ai sensi del Trattato”, ha affermato la Bce in un parere inviato al Mef il 2 dicembre.

Nelle considerazioni firmate da Christine Lagarde, la Bce specifica di aver ricevuto due richieste di parere da parte del Mef.

Si tratta del testo 2 dell’emendamento, presentato da Fratelli d’Italia in versione riformulata. “La proposta di disposizione non è accompagnata da alcuna relazione illustrativa che ne illustri la ratio”, puntualizza ancora l’Eurotower.

La Bce cita poi l’articolo 130 del trattato sul funzionamento dell’Unione europea: questo stabilisce che, nell’assolvimento del compito di detenere e gestire le riserve auree, né la Bce né una Banca centrale nazionale (Bcn), compresa la Banca d’Italia, né un membro dei rispettivi organi decisionali possono sollecitare o accettare istruzioni, tra l’altro, dai governi degli Stati membri. I governi degli Stati membri si impegnano a rispettare questo principio e a non cercare di influenzare i membri degli organi decisionali della Bce o delle Bcn, compresa la Banca d’Italia, nell’assolvimento dei loro compiti, sottolineano da Francoforte. Alla luce di ciò, il compito del Sistema europeo delle banche centrali (Sebc) di detenere e gestire le riserve in valuta estera “include tutte le azioni necessarie per l’effettivo adempimento del mandato dell’Eurosistema.

La Bce osserva infine che “ove le autorità italiane considerino necessario chiarire la proprietà giuridica delle riserve auree, la Banca d’Italia deve essere consultata al fine di assicurare che i requisiti imposti dal trattato e in particolare l’indipendenza della Banca d’Italia stabilita dall’articolo 130 del trattato continuino a essere pienamente rispettati”.

L’intervento di Lagarde

“Banca d’Italia ha la piena autorita’” da un punto di vista “contabile e di gestione” sulle riserve auree. Lo ha detto la presidente della Bce, Christine Lagarde, nel corso dell’audizione al Parlamento europeo, rispondendo a una domanda sull’emendamento proposto da FdI alla legge di bilancio sulle riserve auree di Bankitalia, e rinviando al parere presentato il 2 dicembre.
“La Banca d’Italia ha il dovere di detenere e gestire queste riserve”, ha osservato. “Non c’e’ riferimento alla proprietà e chi ha diritto, ciò che il Trattato dice chiaramente è  che la titolarità e la gestione delle riserve appartengono alla banca centrale nazionale di ogni stato membro e la Banca d’Italia non è diversa dalle banche nazionali di altri stati membri”, ha spiegato Lagarde.

L’oggetto del contendere

La Banca d’Italia detiene circa 2.452 tonnellate di oro, terza riserva più grande dopo gli Stati Uniti e la Germania. Al mercato attuale vale oltre 280 miliardi di euro (327 miliardi di dollari). La proposta modificata ha lasciato sia gli economisti che il governo centrale banchieri perplessi poiché l’oro è già di proprietà del Stato italiano, e quindi degli italiani.Le riserve auree sono uno strumento che le banche centrali usano in caso di crisi finanziarie o valutarie, per mantenere la stabilità della moneta. In questo senso è già al servizio degli interessi del popolo italiano, anche se solo per le situazioni di emergenza.
“Approvarlo come italiano significa aprire una grande battaglia con le istituzioni europee, e mi chiedo se politicamente questa sia una buona idea”, ha commentato l’ex dg della Banca d’Italia Salvatore Rossi.