Per Stellantis primo sgambetto dai dazi: maxi-perdita di 2,3 miliardi e il titolo affonda
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Marcia indietro delle consegne per Stellantis nel secondo trimestre. Il gruppo ha anche reso noti i riscontri preliminari del primo semestre, chiuso con un rosso di 2,3 miliardi. Pesano oneri straordinari per 3,3 miliardi legati a impatti valutari e dazi Usa.
La prima reazione del mercato è negativa con titolo Stellantis giù del 3% a 7,67 euro, riavvicinando i minimi annui toccati lo scorso 22 aprile a 7,27 euro.
Primi contraccolpi dai dazi
I primi effetti dei dazi statunitensi (-0,3 miliardi di euro di dazi netti sostenuti) e la perdita di produzione già programmata legata all’attuazione del piano di risposta dell’Azienda.
I ricavi semestrali risultano invece di 74,3 miliardi, con un utile operativo rettificato a 0,5 miliardi. I flussi di cassa dalle attività operative risultano negativi per 2,3 miliardi, mentre il free cash flow industriale è negativo per 3 miliardi. Questi risultati riflettono una fase di transizione per il gruppo che sta attuando misure strutturali per rafforzare la competitività e sostenere il rilancio previsto nella seconda parte dell’anno.
“La fase iniziale delle azioni intraprese per migliorare le prestazioni e la redditività, con i nuovi prodotti che dovrebbero fornire maggiori benefici nella seconda metà del 2025”, spiega Stellantis che il prossimo 29 luglio diffonderà i riscontri definitivi.
Giù le consegne globali nel 2° trimestre
Nel secondo trimestre 2025 il gruppo che vede Exor primo azionista ha effettuato a livello mondiale 1,4 milioni di consegne, con un calo del 6% rispetto all’anno precedente a causa delle pause di produzione legate alle imposizioni dei dazi nordamericani all’inizio del trimestre, oltre a un impatto ridotto, ma negativo, della transizione dei prodotti nell‘Europa allargata, dove diversi importanti modelli sono in fase di accelerazione dopo i recenti lanci, oppure in attesa di avvii di produzione previsti per la seconda metà dell’anno.
Nuova debacle in Nord America: -25%
In Nord America, le consegne del secondo trimestre sono diminuite di circa 109 mila unità rispetto allo stesso periodo del 2024, con un calo del 25% su base annua “per diversi fattori che includono la riduzione della produzione e delle spedizioni di veicoli importati, maggiormente colpiti dai dazi e delle minori vendite alle flotte aziendali”, rimarca il costruttore italo-francese. Le vendite totali sono diminuite del 10% rispetto all’anno precedente, con le vendite al dettaglio negli Stati Uniti relativamente stabili e con i due marchi più importanti della regione, Jeep® e Ram, che hanno registrato complessivamente un aumento delle vendite del 13% rispetto all’anno precedente.
Giù anche l’Europa, bene invece Medio Oriente e Africa
Le consegne del secondo trimestre dell’Europa allargata sono diminuite di circa 50 mila unità, pari a un calo del 6% rispetto all’anno precedente, dovuto principalmente a fattori di transizione dei prodotti. I veicoli del segmento B con piattaforma “Smart Car”, lanciati di recente, continuano la salita verso i loro livelli di produzione e i confronti con l’anno precedente sono influenzati dalla pausa della Fiat 500 con motore a combustione interna (“ICE”) in attesa dell’arrivo del suo successore mild-hybrid. Le consegne delle quattro Smart Car (Citroën C3 e C3 Aircross, Opel/Vauxhall Frontera e Fiat Grande Panda) sono aumentate del 45% su base progressiva nel secondo trimestre 2025, ovvero di 25 mila unità, rispetto al primo trimestre dello stesso anno.
Nelle altre regioni di Stellantis, le consegne sono cresciute complessivamente di 71 mila unità, pari a un aumento del 22% su base annua, grazie soprattutto a un aumento del 30% in Medio Oriente e Africa e del 20% in Sud America. In Medio Oriente e Africa le consegne sono aumentate di 29 mila unità, grazie soprattutto all’aumento dei volumi in Turchia e agli sviluppi positivi in Egitto, Algeria e Marocco. Stellantis continua a detenere la leadership in Sud America, con un aumento di 43 mila unità su base annua, beneficiando della crescita del settore, soprattutto in Argentina e Brasile.