Notizie Notizie Mondo Starmer si dimette. Reazioni di sterlina e Gilt

Starmer si dimette. Reazioni di sterlina e Gilt

22 Giugno 2026 16:20

Una parabola politica si consuma Oltremanica nel cuore della politica britannica. Keir Starmer ha annunciato ufficialmente stamattina le sue dimissioni da primo ministro, segnando una repentina caduta a soli due anni dal trionfo elettorale che aveva riportato il Partito Laburista al potere con una schiacciante maggioranza.

Nessuno scossone sui mercati dopo la notizia delle dimissioni di Starmer che erano nell’aria. Focus sulla reazione della sterlina e dei rendimenti dei titoli di Stato britannici.

Starmer si dimette, si apre la corsa alla leadership

Con l’uscita di scena di Starmer, il Regno Unito si appresta ad accogliere il suo quinto primo ministro dal 2022. Una statistica che si potrebbe definire “inusuale” e “controcorrente” per un sistema politico che, storicamente, ha fatto della stabilità il suo principale vanto internazionale.

Se riavvolgiamo il nastro alla settimana scorsa, e più precisamente a giovedì scorso, quando arriva la notizia che Andy Burnham ha vinto l’attesa elezione suppletiva di Makerfield, conquistando un seggio a Westminster. Una vittoria che aumenta ulteriormente la pressione su Keir Starmer.

La tensione politica è culminata lunedì mattina, quando Starmer ha annunciato le proprie dimissioni, segnalando che il Labour avrà un nuovo leader prima di settembre. La reazione dei mercati è stata molto contenuta, poiché l’esito era stato in larga misura anticipato e gli investitori avevano già prezzato una transizione alla leadership. La questione centrale, ora, è chi prenderà il testimone tra Burnham, Miliband e Streeting”, sottolinea il global Credit team di Algebris Investments.

Ma secondo gli esperti ancora più importante sarà capire se il prossimo leader laburista manterrà una linea di continuità, confermando Rachel Reeves e l’attuale impianto di regole fiscali, oppure se si orienterà verso una postura fiscale più espansiva, con il rischio di destabilizzare i mercati.

Le pressioni sui conti pubblici restano elevate in ogni scenario, dal sostegno all’energia alla spesa per la difesa. Di conseguenza, eventuali nuovi impegni di spesa richiederebbero verosimilmente una revisione delle regole fiscali o un nuovo aumento delle imposte. Per ora la transizione appare ordinata, ma qualsiasi segnale di discontinuità rispetto al quadro fiscale di Reeves rischierebbe di riportare Gilt e sterlina al centro dell’attenzione”, aggiungono da Algebris.

In questo contesto politico, la BoE ha lasciato i tassi invariati la scorsa settimana, come previsto, mantenendo una guidance sostanzialmente invariata. “Se i dati macroeconomici continueranno a indebolirsi e il mercato del lavoro resterà fragile, la Bank of England dovrà muoversi in un contesto segnato da crescente incertezza politica e deterioramento del momentum macroeconomico”, concludono.

Reazioni gilt e sterlina sotto la lente

Per il momento, la sterlina e i gilt mostrano una buona tenuta, ma consideriamo questo evento come un fattore inequivocabilmente negativo per gli asset britannici. Così gli esperti di Ebury, spiegando che la fase di transizione aprirà inevitabilmente un periodo di incertezza che genererà forte nervosismo sui mercati. “Una prolungata corsa alla leadership o un vuoto politico prima dell’insediamento di Burnham potrebbero mantenere sotto pressione i titoli di Stato e la valuta britannica nel breve termine, a prescindere da quella che sarà la sua effettiva linea programmatica”, suggeriscono.

Burnham si colloca stabilmente sull’ala sinistra del Partito Laburista e il suo operato come sindaco preannuncia un deciso incremento della spesa pubblica, una maggiore pressione fiscale e un aumento delle emissioni di gilt. Un esperimento che il Regno Unito non può assolutamente permettersi in questo momento. Con un rapporto debito/PIL ai massimi dagli anni ’60, una crescita anemica e costi del servizio del debito già esorbitanti, il ridotto spazio di manovra fiscale azzera i margini di errore, esponendo il Paese al rischio di una spirale perversa tra indebitamento e stagnazione.

Sebbene Burnham abbia parzialmente ritrattato la sua controversa affermazione secondo cui il Regno Unito non dovrebbe restare “in ostaggio” dei mercati obbligazionari, la memoria degli investitori è lunga – sottolineano ancora da Ebury -. Ora l’attenzione a breve termine si concentra interamente sulla nomina del Cancelliere dello Scacchiere. Una linea di continuità con Rachel Reeves rappresenterebbe lo scenario ideale per i mercati; al contrario, qualsiasi segnale di un possibile allentamento o abbandono delle attuali regole fiscali da parte del nuovo Cancelliere potrebbe innescare una nuova ondata di vendite sui mercati finanziari britannici”.