Notizie Notizie Mondo SpaceX torna sulla terra: -20% dai picchi e multipli surreali. Tra gli analisti è guerra dei target price

SpaceX torna sulla terra: -20% dai picchi e multipli surreali. Tra gli analisti è guerra dei target price

19 Giugno 2026 08:44

SpaceX ha alle spalle solo 5 sedute dal suo debutto lo scorso 12 giugno, ma già la sua storia borsistica è già densa di record e contraddizioni.

L’entusiasmo si placa

Nelle prime tre sedute la corsa al rialzo è stata quasi inarrestabile con quasi +20% al debutto, replicato lunedì e poi un altro rialzo martedì, quando però è iniziato un certo saliscendi del termometro degli investitori visto che la valorizzazione è arrivata a toccare vette estreme in area 225 dollari dai 135 del prezzo fissato per l’Ipo. Da quel picco, le azioni SpaceX hanno perso il 20%, erodendo parte dei guadagni accumulati dopo il debutto. Ad oggi viaggia ancora in aumento del 37% rispetto al prezzo dell’Ipo.

Ieri il titolo del colosso aerospaziale è sceso del 3,6%, attestandosi a 185 dollari. Cnbc rimarca come il prezzo medio ponderato per i volumi (VWAP) – che misura il prezzo medio di negoziazione di un titolo durante la giornata – è stato di 181,71 dollari per azione negli ultimi cinque giorni. Questo dato suggerisce che l’acquirente medio post-Ipo ora risulta poco più che a break-even.

Azione a multipli proibitivi

Le azioni di SpaceX scambiano a un impressionante multiplo di 39,2 volte le vendite previste per il 2027. Per confronto, le azioni Tesla si scambiano a 12,6 volte le stime per lo stesso periodo. Nessun titolo dell’S&P 500 ha queste valutazioni, quello che si avvicina di più è Palantir Technologies, che alla chiusura di mercoledì quotava 28 volte le vendite.

Ma tra analisti c’è chi punta molto in alto

Cosa pensano gli analisti di queste valutazioni spaziali di SpaceX. A un primo sguardo dei giudizi emessi in questa prima settimana di trading, emerge una profonda divergenza di giudizi.

Dal consensus Bloomberg, al momento animato solo da sei case d’affari (mancano ancora le principali), il prezzo obiettivo medio si attesta a 234,7 dollari, con quindi un rendimento potenziale del 27% rispetto ai livelli di chiusura di ieri. Ma a balzare agli occhio è la forbice molto ampia tra i più ottimisti e i più pessimisti. Morningstar stima il titolo a 63 dollari per azione, un terzo circa del valore attuale. C’è chi invece vede il titolo volare fino a 401 dollari come Arete Research, che ha avviato la copertura con una raccomandazione buy. Arrivare a tali livelli implicherebbe per SpaceX raggiungere l’asticella dei 5mila miliardi di dollari di market cap, a stretto contatto con Nvidia come società di maggior valore in Borsa.

Utilizzando invece il target assegnato da Morningstar, che vede il prezzo attuale riflettere aspettative molto aggressive sul contributo futuro dell’intelligenza artificiale, dei data center spaziali e delle attività collegate a Starship, la valutazione scenderebbe a poco meno di 800 miliardi.

Tra gli altri giudizi prevalgono i buy e outperform, ma alcuni come nel caso di New Street Research sono a livelli (165 dollari) già sorpassati alla luce rally iniziale di SpaceX.

Tra gli scettici anche “The Big Short” Michael Burry

Tra gli scettici sulle potenzialità di SpaceX spicca Michael Burry, noto per il film “La Grande Scommessa”. L’investitore divenuto famoso per aver previsto la crisi subprime prima del 2008 in un post su SubStack ha messo in dubbio l’entità della valutazione dell’azienda di Musk, descrivendo SpaceX come “fondamentalmente una piccola azienda spaziale, una società di telecomunicazioni di nicchia, una società di social media in difficoltà e una versione ridotta di Coreweave” che genera meno di 20 miliardi di dollari di fatturato annuo.