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Stangata Rc Auto, compagnie verso formule di rimborso, il Codacons non si fida: serve indicazione del governo

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L’Ania ha annunciato che le compagnie assicurative metteranno in campo delle iniziative specifiche, studiate in piena autonomia, per restituire alla collettività il beneficio derivante dal calo della frequenza dei sinistri verificatesi in questo periodo. “Bene, ma l’impegno è troppo generico, oltre che tardivo. Non solo, infatti, si tratta di una dichiarazione fatta solo dopo l’approvazione del Cura Italia da parte del Senato, che ha previsto la possibilità di sospendere l’rc auto fino al 31 luglio, ma soprattutto perché queste iniziative, che non possono che vedere una consistente riduzione dei premi applicati, non possono essere messe in campo quando l’emergenza Coronavirus sarà finita, ma ma subito, ora, mentre le famiglie sono in difficoltà” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.

Non soddisfatto il Codacons che nei giorni scorsi aveva denunciato una stangata da 1,3 mld di euro al mese per gli automobilisti. Il Codacons ritiene che l’annuncio dell’Ania “puzza di bruciato”. “Crediamo che dalle iniziative lasciate alla libera scelta delle compagnie di assicurazioni ci saranno conseguenze negative per gli automobilisti – afferma il presidente del Codacons, Carlo Rienzi – Il Codacons è stata la prima associazione a scendere in campo per chiedere al Governo rimborsi sull’Rc auto, considerata l’impossibilità per i cittadini di utilizzare liberamente le proprie autovetture, e qualsiasi misura in tal senso deve provenire in modo centralizzato dal Governo, con apposite norme ad hoc”. “In questa fase delicata non è possibile lasciare all’autonomia delle imprese assicuratrici la questione dei rimborsi sull’Rc auto, perché servono regole certe e che valgano in modo identico per tutti gli assicurati su tutto il territorio, onde non creare disparità e soprattutto garantire i diritti degli utenti ingiustamente danneggiati sul fronte rc auto”, conclude il presidente Codacons.