SpaceX verso l’Ipo dei record, spunta una perdita monstre. Tutti i dettagli emersi dal documento di quotazione
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Parte ufficialmente il conto alla rovescia che porterà SpaceX a Wall Street. Ieri il gigante dei razzi e veicoli spaziali ha presentato pubblicamente quella che si preannuncia come la più grande Ipo di sempre e dal documento di offerta emergono miliardi di perdite e un piano azionario con super-voto che permette a Elon Musk di mantenere saldo il controllo.
Verso l’Ipo dei record
SpaceX ha ufficialmente avviato il percorso verso l’Ipo al Nasdaq, dove si quoterà con il ticker “SPCX”. La valutazione attesa oscilla tra 1,75 e oltre 2 trilioni di dollari con SpaceX che viene valutata non solo come società spaziale, ma un conglomerato che intreccia satelliti, intelligenza artificiale, cloud orbitale e telecomunicazioni globali. Il cuore finanziario del gruppo è ormai Starlink, la rete internet satellitare che macina miliardi di ricavi e rappresenta la vera macchina da soldi del gruppo. Solo nel primo trimestre 2026 la divisione connectivity ha generato oltre 3,2 miliardi di dollari di fatturato.
Dalla quotazione, prevista a giugno, SpaceX potrebbe raccogliere 80 miliardi di dollari o più, superando ampiamente l’offerta di Saudi Aramco che aveva raccolto 26 miliardi di dollari quando è stata quotata nel 2019.
Elon Musk manterrà il controllo assoluto della società grazie a una struttura azionaria dual class che gli garantirà oltre l’85% dei diritti di voto.
La novità dell’ingresso (quasi) immediato nel Nasdaq 100
Una volta che il titolo SpaceX inizierà a essere negoziato, si qualificherà per la nuova regola di ingresso rapido del Nasdaq, entrando automaticamente nel Nasdaq 100 dopo soli quindici giorni di negoziazione, portando al cosiddetto “acquisto forzato” da parte di ETF e fondi indicizzati che seguono l’indice.
Da record è anche il maxi-rosso di bilancio
Ma dietro la narrazione record emerge qualche numero molto meno scintillante. I documenti depositati presso la Sec mostrano che SpaceX continua a bruciare enormi quantità di cassa. Nel primo trimestre del 2026 il gruppo guidato da Elon Musk ha riportato una perdita netta di 4,28 miliardi di dollari nel primo trimestre di quest’anno su ricavi di circa 4,7 miliardi di dollari. Lo scorso anno il rosso di bilancio è stato di circa 4,94 miliardi di dollari su un fatturato di 18,67 miliardi di dollari, sempre secondo il documento presentato alla Securities and Exchange Commission (SEC).
Nel dettaglio SpaceX ha riportato 10,1 miliardi di dollari di spese in conto capitale totali nel primo trimestre, di cui 7,72 miliardi attribuiti all’intelligenza artificiale. SpaceX ha avuto 4,14 miliardi di dollari di spese nel primo trimestre 2025 e 20,73 miliardi di dollari per tutto lo scorso anno.
Il grande buco nero finanziario resta Starship, il mega razzo pensato per portare uomini e materiali su Marte. Il progetto avrebbe già assorbito oltre 15 miliardi di dollari di investimenti e continua a richiedere capitali giganteschi.
La liquidità nel suo bilancio è diminuita da 24,75 miliardi di dollari a fine anno 2025 a 15,85 miliardi di dollari alla fine del primo trimestre.
La gallina dalle uova d’oro si chiama Starlink
Il prospetto dell’azienda offre il primo sguardo pubblico revisionato su come Starlink — così come la fusione interamente azionaria di Musk con xAI — abbia rimodellato le finanze di SpaceX. Il business internet satellitare Starlink di SpaceX ha rappresentato quasi il 70% dei ricavi dell’azienda lo scorso anno, secondo i suoi dati finanziari appena resi pubblici.
SpaceX ha delineato un mercato potenziale di 28.500 miliardi di dollari, suddivisi in 370 miliardi di dollari nel settore spaziale (soluzioni spaziali), 1.600 miliardi di dollari nella connettività (inclusi 870 miliardi di dollari in Starlink Broadband e 740 miliardi di dollari in Starlink Mobile) e 26.500 miliardi di dollari nell’intelligenza artificiale (inclusi 2.400 miliardi di dollari in infrastrutture AI, 760 miliardi di dollari in abbonamenti per i consumatori, 600 miliardi di dollari in pubblicità digitale e 22.700 miliardi di dollari in applicazioni aziendali).
Dopo l’Ipo la fusione con Tesla?
Tra gli analisti c’è chi scommette che Elon Musk abbia in serbo altre novità dopo l’Ipo. Dan Ives di Wedbush è convinto che nel 2027 ci sarà la fusione tra SpaceX e Tesla. Tesla detiene già una partecipazione in SpaceX, dopo che l’investimento di 2 miliardi di dollari in xAI è stato convertito in azioni SpaceX a seguito dell’acquisizione di xAI da parte di SpaceX all’inizio di quest’anno, rafforzando inizialmente il legame tra le due imprese di Musk, ma rappresentando ancora meno dell’1% della valutazione prevista di SpaceX.
“Il recente annuncio di una struttura congiunta Terafab tra SpaceX e Tesla consolida ulteriormente i legami tra le due aziende, rendendo più plausibile la fusione, data la sovrapposizione già esistente tra le due, e questo rappresenta il primo passo”, spiega Ives.
Wall Street tra euforia e timori
Il mercato sembra però disposto a perdonare tutto pur di salire a bordo del “Musk trade”. La convinzione dominante è che SpaceX abbia costruito un vantaggio competitivo quasi impossibile da replicare grazie alla leadership nei lanci spaziali e alla posizione dominante di Starlink.
Ma i rischi non mancano. La documentazione dell’Ipo rivela che oltre il 20% dei ricavi degli ultimi anni dipende da un singolo cliente non identificato, elemento che aumenta la vulnerabilità del business.
Inoltre la valutazione ipotizzata — superiore al Pil di molte economie avanzate — obbligherà il mercato a credere che la crescita resterà esplosiva per anni. Una sfida enorme anche per uno come Musk.