S&P non spaventa Mediobanca. Ecco le prossime tappe in Piazzetta Cuccia
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Apertura in rialzo per Mediobanca (+0,75%) nonostante il faro acceso da S&P che potrebbe tagliare il rating di un gradino dopo il successo dell’offerta di Mps. Opas di cui sono giunti i risultati definitivi, adesioni al 62,3%, in attesa della riapertura del periodo di adesione.
Ecco le prossime tappe che attendono Piazzetta Cuccia.
Le tappe chiave
I prossimi mesi saranno strategici nel definire il futuro del gruppo. L’istituto senese sta lavorando alla lista del cda, in vista delle dimissioni in blocco del consiglio, attese nella riunione del 18 Settembre. Il Monte e i suoi azionisti, attraverso il lavoro del comitato nomine, potrebbero valutare profili sia interni a Mediobanca che esterni, L’assemblea dovrebbe poi essere convocata il 28 ottobre e ci sarà tempo fino al 3 ottobre per depositare la lista dei candidati.
Intanto ,dal 16 al 22 Settembre sarà riaperto il periodo di adesione per gli azionisti che non abbiano aderito all’offerta durante il periodo precedente. L’offerente corrisponderà agli aderenti all’offerta, alla data di pagamento della riapertura dei termini (il 29 settembre 2025), il corrispettivo.
Il faro di S&P
Dopo l’operazione Mps, il rating di Mediobanca è finito sotto osservazione da parte di S&P, che potrebbe tagliarlo di un gradino dalla attuale BBB+. L’agenzia Usa, allineandosi a quanto fatto da Fitch una settimana prima, ha messo la banca in credit watch negativo. L’agenzia di rating vede un rischio di erosione del merito di credito dal “franchising comparativamente più debole” e dal “più alto profilo di rischio”, pur riconoscendo che “la combinazione delle due entità migliorerà il profilo creditizio del gruppo risultante nel lungo termine”.
Non solo. Il faro è stato acceso considerando i “rispettivi livelli di rating” dei due istituti – più alto quello di Mediobanca, più basso quello di Siena.
“Puntiamo – spiega l’agenzia – a risolvere la posizione di creditwatch non appena avremo maggiori informazioni sui nuovi piani aziendali e finanziari di Mediobanca e sul profilo creditizio del nuovo gruppo. Se dovessimo concludere che quest’ultimo è più debole della qualità creditizia di Mediobanca e che alcuni dei potenziali benefici dell’acquisizione richiederanno più tempo per concretizzarsi pienamente, potremmo abbassare il rating di un livello”.
L’offerta
I risultati definitivi dell’Opas hanno confermato quelli provvisori comunicati in data 8 Settembre 2025. Risultano portate in adesione all’offerta 506.633.074 azioni di Mediobanca, pari a circa il 62,3% del capitale sociale e al 61,1% delle azioni oggetto dell’offerta.
Nei giorni scorsi, il direttore generale di Mediobanca, Francesco Saverio Vinci ha detto che Mps chiuderà la sua offerta su Mediobanca con una quota “intorno all’80% del capitale”. Anche perché il Monte, a fronte di “uno sforzo economico non irrilevante”, ha tutto l’interesse a “valorizzare” la banca e le sue persone.
Il video messaggio di Vinci è stato preceduto dalla vendita, martedì, di azioni da parte di alcuni dirigenti apicali, dal segretario del cda, Massimo Bertolini, al general counsel, Stefano Vincenzi, dalla responsabile delle risorse umane, Alexandra Young, al responsabile dell’audit, Giorgio Paleari, dal group chief operating and technology officer, Marco Pozzi, al chief innovation officer, Alessandro Campanini.
D’altra parte, Blackrock, che pure aveva votato contro l’aumento di aprile, ha arrotondato al 5% la sua posizione aggregata, di cui il 3,174% rappresentata da azioni, mentre gli hedge fund Glazer e Balyasny hanno aumentato le posizioni corte, rispettivamente, al 2,1% e allo 0,75% del capitale.