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Sorpresa S&P per l’Italia: outlook alzato, tre motivi dietro ottimismo su risalita post-Covid

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Rating confermato e outlook rivisto al rialzo. E’ il responso arrivato ieri sera da S&P Global Ratings per l’Italia. L’agenzia di rating ha rivisto al rialzo l’outlook sull’Italia portandolo a stabile da negativo e ha confermato i suoi rating di credito sovrano in valuta estera e locale a lungo e breve termine a ‘BBB / A-2’.
La pandemia COVID-19 ha colpito duramente l’economia italiana e secondo le proiezioni di S&P, il PIL non tornerà ai livelli del 2019 fino al 2023.

A convincere l’agenzia di rating a migliorare l’outlook sono le misure economiche intraprese per contrastare la crisi dal governo italiano, dalla Bce e dall’Unione europea. “Nonostante le incertezze macroeconomiche, queste misure offrono alle autorità italiane un’opportunità per riavviare la crescita economica e per invertire il deterioramento dei risultati di bilancio”, rimarca S&P.
Il ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri, ha commentato a caldo la decisione di S&P  che “conferma la solidità delle misure eccezionali adottate dal Governo nonché l’importanza del vero e proprio cambio di paradigma avvenuto nell’Unione Europea per contrastare l’emergenza Covid”.

Decisione a sorpresa, Recovery Fund elemento fondamentale

La decisione di S&P di portare l’outlook dell’Italia da negativo a stabile è stata piuttosto inaspettata. “Sorprende ancora di più il fatto che S&P risulti essere più ottimista del governo italiano stesso, sia in termini di contrazione del PIL nel 2020 (-8,9% vs -9%) che di crescita del PIL (6,1% vs 6,0%) nel 2021”, asserisce Edoardo Fusco Femiano – market analyst di eToro in Italia.
L’Italia dovrebbe beneficiare del Recovery Fund, che è destinato a erogare fino al 12,5% del PIL in prestiti e contributi, fornendo al governo la flessibilità fiscale necessaria per riportare il Bel Paese su un percorso di crescita economica. “La decisione di S&P conferma la generale percezione del Recovery Fund quale strumento principale per stimolare il consolidamento fiscale nell’eurozona”, aggiunge l’esperto di eToro.

UPB stima possibili ricadute su PIL di seconda ondata Covid

Sempre ieri sono arrivate le stime dell’Ufficio parlamentare di bilancio (Upb) sui possibili impatti sull’economia della seconda ondata di coronavirus.  Proiettando diversi scenari alternativi epidemiologici e tenendo conto della relazione statistica storica con le misure restrittive adottate durante la prima ondata, si può stimare che gli effetti negativi sul Pil italiano del quarto trimestre potrebbero andare da circa 3 punti percentuali, in uno scenario meno sfavorevole, a 8 punti nello scenario maggiormente avverso. La variazione del Pil sull’intero 2020 ne risulterebbe intaccata, da 1 a 2 punti percentuali. “Ma- aggiunge l’Upb – gli effetti sarebbero maggiori sulla variazione percentuale del 2021, in quanto il quarto trimestre ha un impatto statistico più forte sulle dinamiche dell’anno successivo”.
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