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Scure Bce su dividendi: per analisti Intesa SanPaolo la più penalizzata. Le stime sul dividend yield azzoppato

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Dividendi di Intesa SanPaolo sotto i riflettori, dopo i commenti arrivati dalla comunità degli analisti successivamente alla decisione della Bce di scongelare i dividendi delle banche, imponendo tuttavia restrizioni severe, in primis l’imposizione di un tetto massimo sulle cedole pari al 15% degli utili cumulati nel periodo 2019-20.

Intesa SanPaolo: secondo alcuni analisti tra cui quelli di UBS e Berenberg è la più penalizzata dalla decisione della Bce sui dividendi
A picture taken on July 17, 2016 shows the headquarters of the Intesa SanPaolo bank in Turin, in the Italian region of Piemonte. – A cloud is currently hanging over Italy’s banking sector, which is burdened with 360 billion euros of bad debts, and fears are rife on financial markets a failure to tackle the problem could ignite a new eurozone crisis. (Photo by GIUSEPPE CACACE / AFP) (Photo by GIUSEPPE CACACE/AFP via Getty Images)

In vista del cda straordinario di Intesa SanPaolo in calendario nella giornata di oggi, il Messaggero ha riportato alcune indiscrezioni secondo cui il numero uno Carlo Messina “potrebbe proporre l’ipotesi di una distribuzione fino al 15% degli utili 2019-2020“, allineandosi esattamente a quanto consentito dalla Vigilanza della Bce di Andrea Enria.
In questo caso, Intesa darebbe il via libera alla erogazione di cedole per un valore di 1,2 miliardi (importo ottenuto calcolando il 15% degli utili di 8 miliardi di euro circa).
Ca’ de Sass viene considerata un caso diverso da quello di molte altre banche: “come ha più volte ripetuto l’ad Carlo Messina, in considerazione della solidità patrimoniale e della redditività – si legge ancora nell’articolo del quotidiano romano – non appena possibile l’istituto tornerà a remunerare gli azionisti”.
Le stime degli analisti riportate in un articolo di S&P Global mettono in evidenza tuttavia come Intesa SanPaolo faccia parte della cerchia di quelle banche che saranno più penalizzate dalla ghigliottina azionata dalla Bce sui dividendi, anzi, la più penalizzata tra tutte.
Berenberg prevede che la banca assisterà al calo più forte delle cedole, che scenderanno a causa delle restrizioni della Bce fino all’1,7% circa, rispetto all’outlook precedente stilato per l’istituto per il 2020, che prevedeva un dividend yield del 7,1%.
Anche secondo gli analisti di UBS, Intesa sarà quella che soffrirà la flessione più forte del rendimento da cedola tra le banche più grandi dell’area euro.

Vittima illustre Intesa, ma decisione Bce penalizzerà anche due Big francesi

In generale, UBS prevede che i dividend yield degli istituti di credito dell’Eurozona scenderanno in media al 2% circa, rispetto alla stima precedente pari al 3,5% per quest’anno.
In una nota del 16 dicembre, gli analisti hanno scritto che le “banche percepite come quelle caratterizzate dalle opzioni più solide per il ritorno dei capitali” saranno “penalizzate in misura maggiore” dall’approccio adottato dalla Bce. Approccio che, ricordiamo, ha stabilito per i dividendi e le operazioni di buyback un tetto massimo, rappresentato per l’appunto dal livello più basso tra il 15% degli utili e i 20 punti base del Common Equity Tier 1 (CET 1) : fermo restando che “le banche che intendono pagare i dividendi o riacquistare le proprie azioni devono essere in utile e disporre di traiettorie di capitali robuste”. Le raccomandazioni saranno valide fino al settembre del 2021.
Per gli analisti di Berenberg e di UBS, Intesa SanPaolo non sarà l’unica grande vittima della decisione sui dividendi presa dalla Bce. Nella lista delle banche più penalizzate sono state inserite anche la finlandese Nordea Bank, l’olandese ING, la belga KBC Group e le francesi BNP Paribas SA e Crédit Agricole: in tutto, gli istituti assisteranno un crollo dei loro dividend yueld compreso tra 170 punti base e più di 400 punti base.
Elisabeth Rudman, responsabile della divisione delle istituzioni finanziari presso DBRS Morningstar, ha riferito a S&P Global Market Intelligence che la decisione della Bce di voler far cadere la scure sui dividendi delle banche è comprensibile, “visto che gran parte del peso derivante dalle perdite sui crediti (NPL/crediti deteriorati) deve ancora emergere”. Rudman ha ammesso tuttavia che il taglio delle cedole fornirà un’altra ragione per rendere i titoli delle banche europee (dell’Eurozona) meno appetibili rispetto ai titoli di banche di altri paesi, incidendo potenzialmente sull’accesso ai capitali freschi (dei rispettivi istituti), nel caso in cui fosse necessario varare eventuali operazioni di aumenti di capitale”.
Allo stesso tempo, gli analisti di S&P Ratings hanno rassicurato sul fatto che la decisione della Bce di permettere “la redistribuzione misurata dei dividendi non avrà un effetto sui rating delle banche“.