Salone del Risparmio: le tre leve per il settore del risparmio
Fonte immagine: Fonti societarie
“Il risparmio in movimento: attivare la liquidità, accelerare la crescita“. Questo il titolo e filo conduttore della nuova edizione del Salone del Risparmio, l’evento dell’industria del risparmio gestito in Italia, che ha preso il via oggi a Milano.
“Il risparmio rappresenta una risorsa preziosa che, se messa efficacemente al lavoro, può dare un contributo decisivo per affrontare le sfide di un contesto economico e sociale in grande trasformazione. Siamo quindi in una fase in cui la nostra industria è chiamata a esprimere pienamente la sua funzione sociale di ponte tra le esigenze di protezione delle famiglie e valorizzazione del patrimonio e i fabbisogni del tessuto produttivo”, ha dichiarato nel corso della sessione plenaria la presidente di Assogestioni, Maria Luisa Gota (nella foto).
Per il ministro dell’Economia e delle Finanze, Giancarlo Giorgetti, “il risparmio è una virtù privata. Ciò che lo trasforma in un valore pubblico è l’investimento. È tramite l’investimento, infatti, che il risparmio da risorsa privata diviene fattore di sviluppo”. E ha aggiunto: “la stabilità finanziaria è un presupposto fondamentale della crescita e della sicurezza economica nazionale. Un perno per la tutela del risparmio e per lo sviluppo produttivo del Paese”.
Un’industria in crescita, ma sotto pressione
Il 2025 si è chiuso con un patrimonio gestito record pari a 2.600 miliardi di euro, in aumento di oltre 100 miliardi rispetto all’anno precedente, accompagnato da una raccolta netta positiva per 38 miliardi. Un dato che conferma il buon momento del settore, sostenuto in particolare dal comparto obbligazionario.
Tuttavia, sotto la superficie emergono alcuni segnali che non possono essere ignorati: i margini operativi sono in contrazione, i ricavi subiscono la pressione competitiva mentre i costi aumentano, spinti dagli investimenti tecnologici e dall’acquisizione di dati.
Il nodo della liquidità e l’immobilismo del risparmio
Uno degli elementi, spesso discusso, resta quello della liquidità non investita. “In Europa circa il 30% della ricchezza finanziaria resta fermo su conti correnti o è impiegata in strumenti a breve termine. Questo fenomeno rappresenta un’inefficiente allocazione del capitale e un freno diretto allo sviluppo del mercato dei capitali – ha sottolineato Gota -. L’industria deve evolvere”.
Il confronto internazionale è significativo. Ad esempio, la capitalizzazione di mercato italiana si attesta al 48% del Pil, tra le più basse nelle economie avanzate (circa il 70% la media europea). Un gap strutturale che limita il potenziale di crescita economica.”L’immobilismo del risparmio rallenta lo sviluppo del mercato dei capitali“, ha ricordato ancora la Presidente di Assogestioni che ha poi illustrato tre linee strategiche.
Le tre leve
Cosa possiamo fare noi come industria? Parte da questa domanda la presidente di Assogestioni per illustrare quelle che definisce “le tre leve evolutive” per il settore.
- Produttività e innovazione
La prima riguarda l’efficienza del settore. “La prima leva è la produttività, dobbiamo lavorare per incrementarla”, ha avvertito Gota. Digitalizzazione, infrastrutture resilienti e utilizzo dell’intelligenza artificiale rappresentano strumenti chiave per migliorare la produttività e la qualità del servizio. “L’intelligenza artificiale nella nostra industria può servire ad esempio a rafforzare le analisi, personalizzare ogni servizio. Ma deve essere maneggiata con grande attenzione in un settore come il nostro che è basato sulla fiducia e sulla relazione con i clienti”.
Parallelamente, si rende necessaria un’azione sull’offerta, superando la contrapposizione tra gestione attiva e passiva in favore di soluzioni integrate. “In un portafoglio ben costruito c’è spazio per mattoncini attivi e passivi”, ha precisato.
- Sviluppo della previdenza complementare
La seconda leva è di natura strutturale e riguarda il rafforzamento del sistema previdenziale. La riforma prevista nella manovra 2026, sostenuta dal ministro dell’Economia e delle Finanze, Giancarlo Giorgetti, introduce elementi chiave come l’iscrizione automatica. Le stime indicano un potenziale incremento di circa 100.000 nuovi iscritti all’anno. A ciò si aggiunge la proposta di strumenti innovativi, come una”paghetta” sul modello tedesco, finalizzata a incentivare l’accumulo fin dalle prime fasi della vita.
“È uno strumento, a nostro modo di vedere, di grande efficacia per la sensibilizzazione e per la presa di coscienza delle famiglie che possono recepire un messaggio fondamentale: bisogna pensarci e bisogna pensarci prestissimo”, ha segnalato ancora Gota.
- Integrazione europea dei mercati dei capitali
La terza leva si colloca a livello sovranazionale. In particolare, la presidente si sofferma sull’introduzione di strumenti come i SIA (Savings and Investments Accounts), conti di risparmio e investimento europei destinati al pubblico retail. “Per essere efficaci questi strumenti devono essere dei contenitori fiscali”, ha precisato Gota che ha poi citato i Pir.
“L’impegno che ci assumiamo – ha affermato Gota – è quello di dialogare con il Governo, le istituzioni italiane ed europee e l’industria affinché la Raccomandazione della Commissione venga tradotta nella creazione di un nuovo veicolo, parallelo ai PIR: un prodotto prevalentemente azionario, investibile su base europea in logica transfrontaliera, incentivato fiscalmente e condiviso dalla maggior parte degli Stati membri, per esempio nell’ambito della cosiddetta ‘European label’”.