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Rumor mercato: Saudi Aramco vicina a ripristinare 70% produzione persa. Tonfo petrolio di oltre -5%

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Accelerazione improvvisamente ribassista per i prezzi del petrolio che, dopo aver ceduto l’1% circa nelle ultime ore, scivolano fin oltre il 5%.

In particolare, il contratto sul Brent è sceso fino a -5,33%, a $65,34 al barile, all’indomani del rally poderoso che lo ha fatto balzare di +19,5%. Si è trattato del guadagno più forte della storia, che ha portato le quotazioni del Brent a volare a $71,95 al barile.

Sell off anche sui futures scambiati sul Nymex di New York, che hanno perso più del 5%, a $59,76, dopo aver messo a segno ieri il guadagno più forte dal 2008.

A scatenare il rally storico della vigilia è stata la reazione degli investitori alla notizia dell’attacco sferrato lo scorso sabato 14 settembre contro due maxi raffinerie di petrolio crude saudite, di Saudi Aramco.

L’attacco ha messo di fatto KO una produzione di circa 5,7 milioni di barili al giorno, la metà circa dell’offerta saudita, pari al 5% circa delle forniture di petrolio a livello mondiale.

Ieri alcune fonti vicine a Saudi Aramco hanno affermato che ci potrebbero volere tra i tre e i sei mesi perché il colosso controllato dal Regno saudita torni ai livelli di produzione considerati normali. Nelle ultime ore, citando fonti saudite informate sul caso, Reuters ha riportato invece che la produzione potrebbe essere ripristinata del tutto da Saudi Aramco nel corso delle prossime due-tre settimane.

L’Arabia Saudita, ha precisato l’agenzia di stampa, sarebbe praticamente vicina a ripristinare il 70% della produzione persa durante gli attacchi.

Alle 16 circa ora italiana, i futures sul WTI capitolano del 4,37% a $61,015 al barile, mentre il Brent arretra del 4,72% a $65,76 punti.