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Risk-on sui mercati confermato. Ftse Mib al test del 61,8% di Fibonacci

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Avvio positivo per la terza settimana di novembre in scia al news flow proveniente dall’Asia. I buoni dati economici provenienti da Giappone e Cina (Pil giapponese e la produzione industriale e le vendite al dettaglio in Cina) hanno alimentato negli operatori le speranze di una possibile ripresa dell’economia globale. “Gli ultimi dati economici di oggi in arrivo dalla Cina sono stati accolti come un’ulteriore prova che l’economia cinese sta continuando la sua lenta ripresa dal lockdown di febbraio”, segnala Michael Hewson, chief market analyst di CMC Markets UK.
Sempre dall’Asia poi la notizia della firma di un nuovo accordo commerciale per l’area Asia-Pacifico. La firma di un nuovo accordo commerciale tra 15 nazioni dell’Asia del Pacifico, denominato Regional Comprehensive Economic Partnership (RCEP) è una notizia gradita, che segna la prima partnership commerciale in assoluto tra Cina, Giappone e Corea del Sud, insieme all’arruolamento di una serie di accordi minori tra altre 12 nazioni dell’Asia del Pacifico, tra cui Australia, Singapore, Thailandia e Vietnam. Secondo gli esperti questo accordo potrebbe ridurre in modo significativo gli attriti commerciali e contribuire a offrire una spinta significativa al PIL asiatico nei prossimi anni.

I mercati dunque aprono la settimana confermando il sentiment positivo della passata.

Ftse Mib: test chiave a 21.155 punti (61,8% di Fibonacci)


L’indice italiano, nel mese di novembre, ha messo a segno un rialzo vertiginoso circa del 20%, riportandosi sulla resistenza collocata a 21.155 punti. Questo livello è molto importante per la presenza del ritracciamento del 61,8% di Fibonacci. Di fatto uno spartiacque che divide il semplice ritracciamento del movimento principale (in questo caso quello ribassista avviato a febbraio con minimo a marzo), dall’inversione ti tendenza vera e propria. Una chiusura sopra 21.155 punti dunque confermerebbe l’inizio di una inversione di tendenza per l’indice italiano. La conferma ci sarà però sulla chiusura settimanale al di sopra di tale livello. Un break al ribasso di 20.700 punti invece avvierebbe prese di beneficio, rimandando il su citato test della resistenza chiave. In questo caso target di breve a 20.500 e 20.200 punti.
Per chi volesse operare Long a leva, potrebbe considerare il Turbo Open End UniCredit ISIN DE000HV4HFE3 con leva 8,25 volte e strike a 20262,349726 punti, oppure ISIN DE000HV4HFE3 con leva 9 volte e strike 20262,349726 punti.
Per chi volesse operare Short a leva, potrebbe considerare il Turbo Open End UniCredit ISIN DE000HV4G8M3 con leva 10,32 volte e strike a 3762,13072 punti.

Euro Stoxx 50: prossimo al test di 3.500 punti


Quadro grafico positivo anche per l’Euro Stoxx 50 che, dopo aver infranto la trend ribassista di medio periodo (max di luglio e settembre), il 61,8% di Fibonacci (3.269 punti) e i 3.394 punti, ora si confronta con la soglia psicologica dei 3.500 punti. Il break di tale livello confermerebbe per l’indice europeo il graduale ritorno verso i massimi a 3.867 punti, passando per le resistenze collocate a 3.600 e 3.600 punti.
A 3.394 punti invece il primo supporto. In caso di rottura potremmo avere una fase più importante di prese di profitto con ritorni anche verso la ex trend ribassista e il 61,8% di Fibonacci.
Per chi volesse operare Long a leva, potrebbe considerare il Turbo Open End UniCredit l’ISIN DE000HV4GDX0 con leva 5 volte e strike 2808,378255 punti.
Per chi volesse operare Short a leva, potrebbe considerare i Turbo Open End UniCredit ISIN DE000HV4G8M3 con leva 10,3 volte e strike a 3762,13072 punti.