Risiko banche: Mediobanca incassa Ok Bce su Banca Generali. Mps oltre il 19% di piazzetta Cuccia
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Il risiko bancario continua a tenere banco a Piazza Affari. E’ arrivato ieri il nulla osta da parte della Banca centrale europea (Bce) all’acquisizione di Banca Generali da parte di Mediobanca. Un via libera che è stato incassato dal gruppo bancario guidato da Nagel a ridosso dell’assemblea che giovedì 21 agosto dovrà pronunciarsi sull’operazione Banca Generali.
Un risiko bancario che procede su due fronti e che vede piazzetta Cuccia nel doppio ruolo di preda e predatore. Montepaschi prosegue, infatti, la sua scalata a Mediobanca, con le adesioni all’Ops che hanno superato in pochi giorni il 19%.
Mediobanca incassa via libera Bce su Banca Generali
La Banca Centrale Europea (Bce) autorizza Mediobanca ad acquisire il controllo di Banca Generali e di alcune società controllate. “Mediobanca informa di aver ricevuto l’autorizzazione della Bce ad acquisire il controllo diretto di Banca Generali e l’autorizzazione della Banca d’Italia ad acquisire il controllo indiretto di Generfid, Intermonte Partners SIM e Intermonte SIM e ma anche la partecipazione qualificata indiretta in BG Saxo SIM, in Nextam Partners SIM, in 8a+ Investimenti SGR e in Tosetti Value SIM”, si legge nella nota di ieri di piazzetta Cuccia.
Inoltre, Mediobanca ha fatto sapere che la Bce ha rilasciato contestualmente anche l’autorizzazione all’acquisizione di partecipazioni dirette e indirette che, complessivamente, superano il dieci per cento dei fondi propri consolidati del Gruppo bancario Mediobanca.
Cosa chiede Francoforte
Entro sei mesi dalla data di acquisizione del controllo di Banca Generali, Mediobanca è tenuta a presentare alla Bce un piano di integrazione che includa:
- le misure e le soluzioni previste per l’integrazione, compresa la definizione delle strutture e dei processi organizzativi per garantire un efficace allineamento operativo;
- la tempistica delle attività di dell’integrazione, con particolare attenzione al rafforzamento e alla razionalizzazione del sistema di controllo interno;
- un piano di integrazione IT, specificando i costi di implementazione stimati, le attività esternalizzate e le relative exit strategy, le strutture organizzative e i processi coinvolti nella supervisione del rischio IT, le misure per garantire la sicurezza informatica e la data quality nonché la continuità operativa;
- gli impatti stimati sui requisiti patrimoniali, comprese eventuali deviazioni dalle ipotesi iniziali; un framework di governance per il processo di integrazione.
In caso di perfezionamento dell’operazione e di conseguente acquisto da parte di Mediobanca del controllo di diritto su Banca Generali, quest’ultima si qualificherà come “significant supervised entity” soggetta alla diretta vigilanza della Bce ai sensi della disciplina di settore.
Mediobanca ha infine indicato che dopo il via libera dell’istituto di Francoforte “sono state ottenute tutte le autorizzazioni preventive richieste dalla normativa regolamentare di settore in relazione all’offerta” e “alla luce di quanto precede, deve ritenersi avverata la condizione di efficacia dell’offerta”.
Il fronte Mps
Intanto il mercato segue anche l’altro fronte, ovvero quello dell’Ops lanciata lo scorso gennaio da Mps su Mediobanca. La cronaca finanziaria di questi giorni di agosto segnala il nuovo balzo in avanti della banca senese nella scalata alla merchant bank milanese. Secondo quanto riportano le agenzie stampa, dal 13,47% di adesioni all’offerta pubblica di scambio raccolte lo scorso 14 agosto Mps è al 19,41%. Terminerà il prossimo 8 settembre l’offerta lanciata da Rocca Salimbeni su Mediobanca.
Numerose poi le indiscrezioni che tengono banco. Secondo quanto ripotato da “Il Corriere della Sera“, Delfin, la holding della famiglia Del Vecchio, avrebbe già indicato alle banche depositarie dei suoi titoli di voler consegnare al Monte dei Paschi l’intero pacchetto, pari al 19,9% di Mediobanca, nell’ambito dell’offerta pubblica di scambio lanciata da Siena su Piazzetta Cuccia. “La quota non appare ancora integralmente registrata in Borsa perché la finanziaria presieduta da Francesco Milleri l’aveva affidata a più istituti depositari”, si legge sul quotidiano di via Solferino.
L’intreccio azionario
Due operazioni, quella di Mps che ha lanciato un’Ops su Mediobanca da 13,3 miliardi di euro (offerta fin dal primo momento rigettata), e quella di Piazzetta Cuccia su Banca Generali (un’operazione da 6,3 miliardi che prevede il pagamento del corrispettivo con azioni di Assicurazioni Generali oggi detenute da Mediobanca) che vedono in campo molti protagonisti della finanza italiana in un vero e proprio intreccio azionario.
Partiamo dagli azionisti di Mps: il Tesoro ha una quota pari all’11,731%, poi ci sono l’imprenditore romano Gaetano Caltagirone (9,963%), Delfin, ovvero la holding della famiglia Del Vecchio, al 9,866%, e infine Banco Bpm con l’8,996% (partecipazioni detenute anche tramite Anima Holding – 3,992%).
Per piazzetta Cuccia la holding: la famiglia Del Vecchio ha una partecipazione del 19,8%, Caltagirone al 7,4%, Blackrock al 3,5%.
La banca milanese guidata da Nagel è, a sua volta, tra i maggiori azionisti di Generali con il 13,1% (oltre al gruppo Del Vecchio al 10,05% e Gruppo Caltagirone al 6,9%, poi Unicredit al 6,59% e Benetton al 4,88%).