Notizie Notizie Italia Mediobanca: il 21 agosto è il giorno X per l’Ops su Banca Generali

Mediobanca: il 21 agosto è il giorno X per l’Ops su Banca Generali

18 Agosto 2025 15:27

Il risiko bancario resta ancora caldo a Piazza Affari. E’ ufficialmente partito il conto alla rovescia che porterà nei prossimi giorni all’assemblea di Mediobanca del 21 agosto sull’Ops su Banca Generali, una riunione che può ridisegnare gli equilibri e i contorni della finanza italiana.

E se questo è un fronte un fronte aperto, il secondo, ovvero l’offerta pubblica di scambio sulle azioni Mediobanca, promossa da Banca Monte dei Paschi di Siena, continua a viaggiare spedito (è stato raccolto il 13,5% delle adesioni dopo circa un mese dall’avvio dell’operazione).

Secondo i dati pubblicati da Borsa Italiana, allo scorso 14 agosto, erano state presentate 111.754.495 richieste di adesione all’Ops volontaria totalitaria promossa da Banca Monte dei Paschi di Siena sulle azioni ordinarie di Mediobanca. L’offerta è iniziata il 14 luglio 2025 e terminerà l’8 settembre 2025.

Nagel punta sull’Ops con Generali

Al centro dell’assise del 21 agosto ci sarà il progetto da 6,3 miliardi di euro firmato dall’amministratore delegato Alberto Nagel: l’Ops lanciata a fine aprile su Banca Generali con l’obiettivo di dar vita a un polo nazionale di riferimento nel wealth management.

L’acquisizione di Generali è il fulcro della strategia di Nagel per difendere Mediobanca da una possibile scalata ostile da parte di Mps, sostenuta dal governo italiano e da due azionisti di peso come la famiglia Del Vecchio con Delfin e l’imprenditore Francesco Gaetano Caltagirone. Quest’ultimo  tramite un comunicato diffuso attraverso il veicolo VM 2006, ha commentato proprio la decisione di convocare l’assemblea per l’Ops sulla banca guidata da Mossa e ha rimarcato che “permangono immutate le gravi carenze informative già denunciate a giugno”, parlando di “delega in bianco”.

Le due famiglie peraltro detengono anche delle partecipazioni sia in Mps che in Generali, il che conferisce loro un forte peso sul futuro di entrambe le operazioni.

In Mediobanca si guarda al fronte interno: circa il 40% del capitale sarebbe pronto a votare contro o ad astenersi, con in prima linea appunto Delfin e Caltagirone, che insieme pesano per il 30%. Al loro fianco ci sono altri soggetti istituzionali e privati che valutano con scetticismo l’Ops. Dall’altra parte, invece, a sostenere Nagel restano i membri del tradizionale accordo di consultazione (oggi ridotto al 7-8%) e alcuni investitori istituzionali di rilievo.

Ops Mediobanca-Mps, la situazione

A questa iniziativa si contrappone la strategia di Mps, che punta a sfruttare le fratture interne tra i soci storici per tentare la scalata a Piazzetta Cuccia. Le adesioni sono appunto salite al 13,5%, spinte dal conferimento di Delfin, che sembra così avere dato una svolta alla partita. Se a questo si aggiunge il probabile appoggio di Caltagirone, pari al 20%. In questo modo la soglia minima del 35% sarebbe quasi raggiunta, un livello già sufficiente per condizionare assemblee e governance, anche senza superare il 50%. Anche se l’obiettivo di Montepaschi, secondo quanto ribadito dall’a.d. Luigi Lovaglio, è quello di superare la soglia del 66% delle adesioni, con il banchiere che si è detto più volte fiducioso di poterla raggiungere.

Perché l’Ops può ridisegnare il sistema bancario italiano?

L’offerta di Monte Paschi su Mediobanca resta sotto i fari per le potenziali conseguenze sul sistema bancario italiano e sugli equilibri internazionali. Un’eventuale acquisizione, che raddoppierebbe le dimensioni di Mps rendendola la terza banca del Paese, potrebbe ostacolare l’integrazione tra Generali e Natixis, rafforzando l’influenza di Caltagirone e del governo sulla compagnia assicurativa.

Parallelamente, l’operazione avrebbe effetti anche su UniCredit, che potrebbe riaprire il dossier Banco Bpm dopo il ritiro dell’offerta dovuto alle pressioni politiche. Proprio Bpm, per difendersi, valuta opzioni strategiche con Credit Agricole e con la stessa Mps.

Come sottolinea Simone Strocchi di Electa Ventures in un articolo di Bloomberg, il voto su Mediobanca di questa settimana “sarà un passo fondamentale, ma non la fine dei giochi. Il vero equilibrio di potere sarà determinato dall’effettiva adesione all’offerta di Monte Paschi per Mediobanca, dalla posizione di Generali sull’offerta per la sua divisione e dalle successive mosse di UniCredit e Banco Bpm”. Questi infatti sono “attori che possono rapidamente trasformarsi da predatori a prede, e viceversa“.