1. Home ›› 
  2. Notizie ›› 
  3. Notizie Italia ›› 

Risiko 2009: Geronzi incontra Profumo e intanto parte il treno Ubi-Banco Popolare

FACEBOOK TWITTER LINKEDIN

Si fermano Mediobanca e Unicredit, parte l’accoppiata Ubi-Banco Popolare. Il risiko bancario 2009, almeno nelle sale operative, è già partito. I temi sono però quelli già conosciuti a partire dall’ultimo scorcio di 2008. E se l’ipotesi di matrimonio formulata dal Sole 24 Ore che vedeva coinvolta Piazzetta Cuccia e piazza Cordusio non ha convinto la generalità degli analisti, convinta che una fusione non avrebbe apprezzabili vantaggi per nessuna delle due parti, l’incontro di oggi tra i numeri uno dei due istituti, Cesare Geronzi e Alessandro Profumo, ha almeno in parte contribuito a riportare l’attenzione su un tema per il quale l’innamoramento della Borsa è durato solo lo spazio di una seduta.


Il vento delle supposte integrazioni si è invece spostato oggi sull’asse Bergamo-Verona, con un ritorno di fiamma delle indiscrezioni, peraltro ormai datate, di una prossima fusione Ubi-Banco Popolare. Tanto che con una breve nota Ubi è dovuta intervenire, dietro richiesta Consob, per smentire i rumor circolanti, definendo l’ipotesi “destituita di fondamento”. La smentita ha però solo parzialmente rallentato la corsa dei due titoli a Piazza Affari. Il Banco Popolare guadagna il 7,2% a 5,78 euro dopo un massimo a 5,95 euro, mentre Ubi segna un rialzo del 5,1% a 11,28 da un top nell’intraday a quota 11,48. Il maggior premio affidato al titolo della ex Banca Popolare Italiana è conseguenza, secondo il parere di un analista di una primaria sim milanese, del più ampio sconto cui trattano le azioni del Banco rispetto a Ubi. Una possibile fusione – è in sintesi il pensiero dell’analista – non potrà comunque prescindere da una maggiore visibilità della strategia del Banco soprattutto con riferimento alla quota in Banca Italease.

Il tavolo caldo resta però quello milanese, che vede interessate la più grande banca commerciale italiana e la prima merchant bank del Paese, entrambe fin da ieri impegnate a definire prive di fondamento il piano delineato dalla stampa. Anche se non sono al momento noti i contenuti dell’incontro di un’ora tra Geronzi e Profumo, due sono i fattori ritenuti alla base di un prossimo scenario aggregativo: da un lato la recente mossa della Fondazione Cariverona, salita al 3,13% di Mediobanca, dall’altro il fatto che con l’aumento di capitale avviato due giorni fa da Unicredit la garante Mediobanca arriverà a custodire da subito il 6,8% di Piazza Cordusio. Scopo di una futura aggregazione sarebbe quello di proteggere Unicredit con la forza patrimoniale di Mediobanca qualora le difficoltà dell’istituto guidato da Alessandro Profumo si dovessero aggravare nel prossimo futuro. Si tratterebbe dunque di una soluzione “di sistema”. Sullo sfondo si gioca anche la partita Generali (+0,77% a 19,69 euro), che in caso di aggregazione Mediobanca-Unicredit vedrebbe crescere il peso del primo azionista al 15% circa, ma anche la possibilità di un rafforzamento del ruolo di Cesare Geronzi, oggi presidente del consiglio di sorveglianza di piazzetta Cuccia, che potrebbe ambire alla guida del maxi-polo.