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Rischio Italia mette in ginocchio Piazza Affari: forti cali per Unicredit, Stellantis e Leonardo sul Ftse Mib

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Forti vendite oggi a Piazza Affari. Il Ftse Mib ha chiuso la settimana con un calo dell’1,52% a quota 22.088 punti. In generale tutte le Borse Ue hanno sofferto con l’aumento dell’incertezza legata alla possibile prolungata debolezza dell’economia a causa del Covid, che sta riprendendo vigore anche in alcune zone della Cina.

Bce e incertezza politica Italia

Inoltre, si è assistito a forti vendite sui bond periferici dopo che ieri la Bce si è mostrata eccessivamente prudente, accennando per la prima volta a un possibile utilizzo parziale della dotazione del Pepp da 1.850 miliardi di euro.
Sull’Italia pesano poi le incognite legate alla tenuta del governo Conte con lo spread Btp-Bund schizzato fino a 125 pb oggi e il tasso dei Btp a 10 anni arrivato allo 0,75% (massimi dal 10 novembre). Moody’s ha riportato alla ribalta lo spettro di un downgrade sul rating del debito italiano, scrivendo in una nota che, sebbene la prospettiva di elezioni anticipate sia improbabile, il governo italiano di Giuseppe Conte indebolito dalla recente crisi di governo “fa fronte a sfide politiche spaventose, sia nella gestione dell’attuale fase della pandemia che nell’assicurare l’assorbimento tempestivo ed efficace dei fondi europei del Recovery Fund (Next Generation EU)”.

Banche e oil al tappeto

Il settore bancario è stato tra quelli più colpiti dalle vendite. Tra i peggiori di giornata spicca Unicredit (-3,20% a 7,749 euro) in attesa di novità sul fronte scelta nuovo ceo; molto male anche Banco BPM (-2,82%) e Bper (-2,65). In deciso calo anche Intesa Sanpaolo che ha segnato -1,72%.
In affanno anche i titoli oil con il petrolio che si conferma tra gli asset più suscettibili a perdere quota nei momenti di incertezza sulle prospettive di crescita globale. ENI ha così ceduto l’1,45%, dando seguito ai forti cali di ieri, così come Tenaris (-3,47%) e Saipem (-3,59%).
Tra i peggiori di oggi anche Leonardo (-3,68%) e Stellantis a quasi -3%, che chiude la prima settimana di quotazione limando i forti guadagni messi a segno nella prima partedi ottava.
Fuori dal Ftse Mib, fitte vendite anche oggi su Autogrill con tonfo di quasi il 4% dopo l’oltre -10% della vigilia in seguito all’annuncio di un aumento di capitale per massimi 600 mln di euro. L’azionista di maggioranza (Edizione Holding) – che detiene il 50,1% del capitale – ha dichiarato che sottoscriverà l’aumento. Gli analisti di Equita si aspettavano la comunicazione di un aumento ma di un ammontare inferiore (500 mln). Tra gli analisti alcuni hanno subito rivisto al ribasso la valutazione sul titolo. Intesa Sanpaolo ha tagliato il prezzo obiettivo da 5,2 a 4,5 euro ritenendo che l’AdC porterà a una forte diluizione ma dall’altra consentirà alla società di riguadagnare flessibilità per cercare future opportunità di crescita organica e inorganica. Abbassata la valutazione anche da parte di Banca Akros, da 4 a 3 euro, con rating reduce.