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Rimodulazione tariffe su telefonia mobile: stangata da +65% nel 2020. Scendono invece quelle su telefonia fissa

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Le rimodulazioni delle tariffe di telefonia mobile hanno registrato un aumento del 65% in questo 2020. SOStariffe.it ha messo a confronto le principali rimodulazioni applicate nel 2019 con quelle che hanno segnato il 2020 ed emerge che si è passati da una rimodulazione media annuale di 22,44 euro a una di 37,13 euro, cifre che i provider hanno mediamente aggiunto alla spesa annua degli utenti. Discorso inverso per le rimodulazioni delle tariffe Internet casa. Nel 2019 è stata imposta una rimodulazione media mensile di 2,32 euro e annuale di 27,87 euro, mentre nel 2020 si sono abbassate del 29,06%, toccando un rincaro mensile di 1,65 euro e annuale di 19,77 euro.

Le rimodulazioni delle tariffe degli operatori di telefonia mobile e fissa possono prevedere un aumento del costo del canone mensile, oppure la variazione dei servizi che fanno parte di una data offerta. Il Codice delle comunicazioni elettroniche e i regolamenti AGCOM prevedono che la modifica debba essere comunicata al cliente in modo chiaro e trasparente. In caso di rimodulazione di un’offerta, inoltre, la comunicazione da parte degli operatori deve avvenire entro un determinato limite di tempo, in modo tale da consentire agli utenti di esercitare il diritto di recesso. La rimodulazione va comunicata almeno 30 giorni prima dell’entrata in vigore delle modifiche unilaterali del contratto. SOS Tariffe ricorda che gli operatori che non rispettano queste regole stanno portando avanti delle pratiche commerciali scorrette, per le quali potrebbero subire delle sanzioni da parte dell’AGCOM. I clienti che non sono intenzionati ad accettare la rimodulazione introdotta dall’operatore di turno possono recedere dal contratto sottoscritto. Il cliente che esercita il recesso non deve sostenere costi o penali per la risoluzione del contratto.