Ray Dalio allaccia le cinture: “C’è una bolla”. Ma la sua Bridgewater mette in portafoglio un titolo AI
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Nel drappello di chi vede una bolla sui mercati c’è anche l’investitore miliardario Ray Dalio che non ha dubbi sul fatto che i mercati siano sicuramente a valutazioni eccessive, ma questo non significa che bisogna correre a vendere tutto.
Dalio: c’è una bolla, ma non per questo va venduto tutto
La scorsa settimana il fondatore di Bridgewater ha spiegato che la spesa per l’intelligenza artificiale sta formando una bolla sul mercato, ma non per questo gli investitori devono rinunciare alle loro posizioni. “Il quadro è piuttosto chiaro, nel senso che ci troviamo in quel territorio di bolla”, ha detto Dalio durante un’intervista a CNBC. Una bolla alimentata da debito pubblico agli estremi, denaro facile e una corsa speculativa guidata soprattutto dall’intelligenza artificiale. “Ma non abbiamo ancora il punto di scoppio della bolla”. Ci dovrebbe essere qualcosa per farla scoppiare, ha precisato Dalio, che ritiene improbabile che la politica monetaria sarà più rigida. “Le bolle non scoppiano perché improvvisamente qualcuno capisce che i conti non tornano — scoppiano perché la gente decide di trasformare ricchezza finanziaria in liquidità”.
Cosa fare allora?
Secondo Dalio, i prossimi anni potrebbero regalare rendimenti reali molto modesti per l’equity, specialmente se la bolla dovesse sgonfiarsi. In questo momento il suo mantra è quindi quello di una accurata diversificazione dei portafogli attraverso una riduzione dell’esposizione a debito e investimenti su asset quali l’oro, nonostante anche il metallo giallo sia protagonista di un exploit incredibile quest’anno, con valori saliti di oltre il 50%.
La mossa a sorpresa di Bridgewater
Nel frattempo però la sua creatura Bridgewater Associates – di cui è rimasto CIO Mentor dopo 47 anni alla guida, ha effettuato un investimento sorprendente. Lo scorso trimestre, Bridgewater ha acquistato 270.556 azioni CoreWeave, uno dei titoli maggiormente legati al boom dell’intelligenza artificiale, per un valore di 37 milioni di dollari. Un investimento di entità ridotta, che però fa discutere viste le opinioni espresse da Dalio.
CoreWeave gestisce data center specializzati, costruiti appositamente per l’intelligenza artificiale, e mantiene stretti legami con Nvidia. L’acquisizione di CoreWeave dimostra che Bridgewater vede un’opportunità, nonostante gli avvertimenti del suo fondatore.