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Rally vs realtà: navigare nella ripresa guardando a sviluppi politici che impatteranno sui mercati nei prossimi mesi

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I recenti disordini negli USA sono stati al centro dell’attenzione dei media di tutto il mondo e mentre tali eventi tendono ad avere un impatto limitato sui mercati finanziari, vi sono numerosi sviluppi politici che potrebbero influenzare i mercati nei mesi a venire. Analizza quelli più importanti Nannette Hechler-Fayd’herbe, Chief Investment Officer – International Wealth Management di Credit Suisse,

Politica e mercati: cosa devono tener d’occhio gli investitori

Ciò che conta per i mercati finanziari è come gli eventi politici si traducano nella politica economica. In questo senso, gli investitori hanno attualmente molte cose da tenere sott’occhio. Negli USA, ad esempio, gli investitori azionari statunitensi dovranno analizzare due aree di politica economica in futuro: la prima è la capacità del Congresso di approvare un pacchetto fiscale equilibrato e la seconda è la politica fiscale dopo le elezioni presidenziali americane di novembre.
Il primo elemento è fondamentale per le prospettive economiche statunitensi, dice Nannette Hechler-Fayd’herbe, mentre il secondo potrebbe compromettere i trend futuri degli utili e le valutazioni azionarie. L’aspetto fondamentale, continua l’esperto, è come l’esito delle prossime elezioni USA sarà plasmato dagli eventi e dagli sviluppi economici fino ad allora.

Sullo sfondo le controversie commerciali USA-Cina che riemergono prepotentemente. Lo status commerciale speciale di Hong Kong non avrà un grande impatto né su Hong Kong né sugli USA, dato che i flussi commerciali tra i due Paesi risultano limitati ma tuttavia potrebbe rallentare le esportazioni agricole statunitensi verso la Cina, dato che alle aziende agricole statali pare sia stato chiesto di interrompere gli acquisti dagli Stati Uniti, il che a sua volta potrebbe comportare una serie di rincari dei dazi USA sulle esportazioni cinesi. Sussiste tuttavia, afferma l’esperto, una buona probabilità che l’escalation rimarrà più simbolica che reale nel 2020, considerando la gravità dello stato in cui versano entrambe le economie. Avrebbe a sua volta un impatto sul mercato azionario di Hong Kong e potenzialmente sul dollaro, un disegno di legge statunitense che potrebbe escludere alcune aziende cinesi dalla vendita di azioni sulle borse americane. Un provvedimento che potrebbe comportare una capitalizzazione aggiuntiva stimata di 1000 miliardi di dollari per la borsa di Hong Kong, nell’ipotesi in cui le azioni cinesi revocate dalle negoziazioni venissero invece quotate a Hong Kong.

Il consiglio agli investitori

Nell’Investment Monthly di Credit Suisse dal titolo “Navigare nella ripresa” spazio anche alla comprensione del grande rally messo a segno dai mercati dai minimi di marzo a oggi. L’indice S&P 500 ha evidenziato un incremento del 37,7% tra il minimo del 23 marzo e il 15 giugno; tutto questo nonostante il fatto che i lockdown abbiano generato dati economici deludenti, e l’economia globale sia finita in recessione.
Gli investitori sono stati pressi dalla fear of missing out (FOMO) dopo che gli asset più ciclici e quelli di qualità più bassa hanno recuperato.  Ciò sta generando delle preoccupazioni, secondo cui i mercati hanno registrato degli eccessi. Nonostante ciò Credit Suisse mantiene un moderato sovrappeso sulle azioni considerando tre i fattori che hanno guidato il rally e che dovrebbero consentire un ulteriore upside nel medio termine:
1) massicce misure di politica fiscale e monetaria hanno fatto molto per ridurre il rischio estremo di una crisi del credito e di una depressione.
2) riducendo i tassi di interesse quasi a zero, la Federal Reserve  accentua ulteriormente la difficoltà degli investitori di trovare alternative a basso rischio con valutazioni ragionevoli.
3)  aprendo il programma di acquisto di asset alle obbligazioni societarie a rating inferiore, la Fed è riuscita a comprimere gli spread di credito. “Riteniamo che la politica monetaria rimarrà un supporto di mercato fondamentale, con grandi programmi di allentamento quantitativo a supporto delle finanze pubbliche, anche in Europa, dove la politica fiscale ha ingranato una marcia più alta”.
Tuttavia ciò non preclude temporanee battute d’arresto. Credit Suisse mette in guardia dall’accumulare attivi più rischiosi e potenzialmente più instabili nella speranza di compensare le mancate opportunità. “Nel corso di questa crisi abbiamo incoraggiato i clienti a restare investiti nei loro mandati. Ogni crisi finisce, e finirà anche questa: concentrarsi sui fondamentali a lungo termine – invece che sui colpi di scena a breve termine – e mantenere la rotta è un buon consiglio per gli investitori”.