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Profondo rosso a Piazza Affari: raffica di catalyst negativi scatena sell-off su tutti i titoli del Ftse Mib

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Raffica di vendite sui mercati europei che si accodano alla negatività dei listini asiatici. Si addensano nubi sulle prospettive di ripresa economica con la variante Delta che potrebbe impattare proprio nella seconda metà del 2021 che tutti indicavano come il periodo di maggior propulsione della ripresa economica. A impensierire sono anche i timori che la Federal Reserve metta in atto il tapering (riduzione degli acquisti di asset) prima di quanto preventivato.

A impensierire è anche la mano dura della Cina sulle società nazionali quotate nelle borse statunitensi e che sono in gran parte società tecnologiche. Il Paese promette di reprimere le aziende nazionali che si quotano a Wall Street. Una mossa che potrebbe sconvolgere un mercato da 2 trilioni di dollari e molto amato da alcuni dei più grandi investitori americani.

Sul fronte banche centrali, attesa per gli annunci di oggi della Bce con la strategy review che dovrebbe contenere una maggiore tolleranza a inflazione sopra il target del 2%. “Il cambiamento dovrebbe permettere alla BCE di mantenere ancora più a lungo una politica accomodante, considerato che, stando alle ultime stime dell’Istituto, l’inflazione nel 2023 si dovrebbe attestare all’1,4%, ben lontano dall’obiettivo”, rimarcano gli analisti di MPS Capital Services.

Tassi Treasury sempre più giù, banche pagano dazio

Indicazioni che pesano soprattuttto sul comparto bancario, tra i più penalizzati nelle ultime sedute complice il ritracciamento dei rendimenti (tassi Treasury Usa 10Y ai minimi a oltre 4 mesi sotto l’1,3%).

Piazza Affari segna un calo di oltre il 2% (-2,03% a 24.775 punti il Ftse Mib) risultando la peggiore in Europa insieme all’Ibex 35 spagnolo, anch’esso molto esposto al settore bancario. Cali più contenuti per il Dax di Francoforte (-1,18%).

Tutti i titoli del Ftse Mib viaggiano in calo. Spicca come detto la debolezza delle banche: oltre -3% per Banco BPM e Bper. Molto male anche Unicredit (-3,1% a 9,44 euro) che viaggia sui minimi a due mesi con un saldo di oltre -12% nell’ultimo mese. Contiene i cali a -2,67% Intesa Sanpaolo.

Male anche Stellantis e TIM

Tra le big soffrono anche ENI a -2,2% ed Enel a 1-,8%.

Giornata di forti vendite anche sulla galassia Agnelli. CNH cede oltre il 3% così come Stellantis che stamattina ha anticipato che i margini sugli utili operativi rettificati nella prima metà del 2021 dovrebbero superare l’obiettivo per l’intero 2021 compreso tra il 5,5% e il 7,5%. Nonostante le perdite di volumi rispetto ai livelli di produzione pianificati, il gruppo ha beneficiato dell’andamento positivo dei prezzi e al mix di prodotto favorevole. Attesa ora per i dettagli della strategia sull’elettrificazione che verranno illustrati dal ce Tavares alle 14:30.

Infine male anche Telecom Italia (-1,69% a 0,395 euro) dopo che l‘Antitrust ha avviato un’istruttoria riguardo ad alcune clausole dell’accordo fra Tim e Dazn per la distribuzione e il supporto tecnologico relativo ai contenuti dei Pacchetti 1 e 3 dei diritti per la visione delle partite del Campionato di calcio di Serie A nel triennio 2021-2024.