Notizie Notizie Italia Italia, PIL 2025 tra luci e ombre: Istat frena, FMI alza le stime

Italia, PIL 2025 tra luci e ombre: Istat frena, FMI alza le stime

30 Luglio 2025 11:23

L’economia italiana si muove, ma a piccoli passi. Tra segnali di rallentamento interno e uno scenario globale ancora molto incerto, le previsioni più aggiornate dell’Istat e del Fondo Monetario Internazionale (FMI) offrono un quadro misto, fatto di cautela ma anche di una certa tenuta del sistema economico.

Nel secondo trimestre del 2025, secondo l’Istat, il PIL italiano è in lieve flessione dello 0,1% rispetto ai primi tre mesi dell’anno, mentre risulta in crescita dello 0,4% su base annua. Un segnale, questo, che conferma una certa stabilità, ma anche una decelerazione rispetto al primo trimestre del 2025, quando la crescita tendenziale era stata dello 0,7%.

Istat: crescita acquisita al +0,5%, ma rallenta il passo

Nel suo aggiornamento, l’istituto nazionale di statistica sottolinea come la crescita acquisita per l’intero 2025 sia attualmente stimata al +0,5%, in linea con quanto già indicato in precedenza, nella diffusione dei conti trimestrali relativi ai primi tre mesi dell’anno.

Dal punto di vista settoriale, i dati indicano una diminuzione dell’attività sia nel comparto primario (agricoltura, silvicoltura e pesca) che nell’industria, mentre i servizi mostrano una sostanziale stazionarietà. Insomma, un quadro con poche luci e qualche ombra, dove solo la domanda interna, seppur moderata, sostiene ancora un po’ la crescita, mentre la componente estera netta mostra un contributo negativo.

Va anche ricordato, come fa notare l’Istat, che il secondo trimestre del 2025 ha avuto una giornata lavorativa in meno sia rispetto al primo trimestre dell’anno sia rispetto allo stesso periodo del 2024: un piccolo dettaglio, ma che può avere un impatto sulle stime congiunturali.

ING: “far ripartire l’economia è un compito complicato”

“Ci aspettavamo un rallentamento nel secondo trimestre dopo il primo relativamente forte, ma questo si è rivelato ancora più marcato del previsto. Uscire dalla fase di debolezza economica è tutt’altro che facile, in un contesto economico e geopolitico molto incerto”, commenta Paolo Pizzoli, senior economist di ING, sui dati preliminari del PIL italiano per il secondo trimestre 2025.

Secondo Pizzoli, “nel complesso, i dati preliminari del PIL confermano che far ripartire l’economia è un compito complicato con l’incertezza che abbonda. Sulla base dei dati di fiducia disponibili e ipotizzando un impatto positivo sulla domanda interna derivante dalla riduzione dell’incertezza dopo l’accordo commerciale USA-UE, prevediamo provvisoriamente un ritorno a una crescita trimestrale del PIL marginalmente positiva nel 3° trimestre del 2015, quando anche il turismo potrebbe venire in soccorso. Tuttavia, i rischi per la nostra attuale previsione di crescita media del PIL dello 0,6% nel 2025 sono ora leggermente orientati verso il basso”.

UNC avverte: “si rischia recessione tecnica”

“Dato pessimo. Il fatto che il Pil su base congiunturale sia già in calo, prima ancora dell’arrivo dei dazi di Trump, ci fa temere una recessione tecnica, ossia un calo del Pil anche nel terzo trimestre”. Lo afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori, commentando i dati Istat sul Pil. “Unica speranza, è che il turismo quest’estate faccia decollare il valore aggiunto nel comparto dei servizi e che questo possa bastare a compensare il calo nell’agricoltura e nell’industria”, conclude Dona.

L’incertezza dovuta ai dazi ha frenato l’economia. Questa l’indicazione che arriva da Confesercenti che in una nota sottolinea come si sia invertita in senso negativo la dinamica del Pil italiano, come evidenziano i dati Istat. Nel secondo trimestre il Pil sarebbe diminuito dello 0,1% rispetto ai primi tre mesi dell’anno (-327 milioni di euro), mentre in termini tendenziali la variazione scende dallo 0,7 allo 0,4%. Si tratta di stime ancora coerenti con le nostre valutazioni di una crescita del Pil dello 0,5% nel 2025, ma anche questo modesto risultato è, ad oggi, in forte rischio di ribasso. Molti dettagli dell’intesa tra Ue e USA sono inoltre ancora da chiarire.

FMI: “Resilienza positiva ma fragile”. PIL italiano +0,5% nel 2025

Se da un lato l’Istat fotografa il presente con prudenza, dall’altro l’FMI guarda al futuro con un po’ più di fiducia. Nel suo aggiornamento del World Economic Outlook, l’istituto di Washington ha rivisto al rialzo le stime per l’Italia, portando la previsione di crescita del PIL per il 2025 a +0,5%, ovvero 0,1 punti percentuali in più rispetto alle previsioni di aprile. Per il 2026, invece, la crescita resta invariata al +0,8%.

Il miglioramento, sottolinea il FMI, arriva nonostante le tensioni commerciali internazionali, i nuovi dazi tra Stati Uniti, Europa e altri partner, e un contesto geopolitico ancora pieno di incognite. “La resilienza dell’economia globale è positiva, ma anche fragile. Sebbene lo shock commerciale possa rivelarsi meno grave di quanto inizialmente temuto, resta comunque significativo e si moltiplicano le evidenze del suo impatto negativo sull’economia globale”, ha spiegato Pierre-Olivier Gourinchas, capo economista del Fondo.

Nel quadro più ampio, il FMI ha rivisto al rialzo anche le previsioni di crescita globale: il PIL mondiale per il 2025 è atteso al 3% (+0,2 punti percentuali rispetto ad aprile), mentre per il 2026 si prevede un +3,1%, con un miglioramento di 0,1 punti. Questa revisione tiene conto di scambi commerciali più intensi del previsto, in parte dovuti al tentativo di anticipare l’introduzione di nuovi dazi.

Tuttavia, le nuove stime non incorporano ancora l’intesa commerciale tra Unione Europea e Stati Uniti. Secondo Gourinchas, però, questo non dovrebbe cambiare molto: “Questi accordi commerciali porteranno i dazi effettivi degli Usa con altre regioni del mondo in prossimità a quanto assumevamo nel nostro scenario di base di questo aggiornamento di luglio. Per ora non vediamo grandi cambiamenti rispetto al 17% di dazi pronosticato, potrebbe essere un po’ sotto, un po’ sopra”.