Preview Fomc: tassi fermi e approccio “attendista”, si va verso ultima riunione Powell
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Prende il via oggi la due giorni di riunioni della Federal Reserve (Fed). Domani sera le decisioni ufficiali del Fomc e l’ultima conferenza stampa per il presidente Jerome Powell che lascerà presto il timone nelle mani di Kevin Warsh.
La Fed, come le altre banche centrali in calendario questa settimana, manterrà con molta probabilità un approccio attendista (“wait-and-see”), in un contesto di elevata incertezza legata alla durata, alla portata e agli effetti del conflitto con l’Iran.
Vediamo quali sono le attese degli economisti per la terza riunione del 2026 della banca centrale Usa.
Tassi fermi e approccio attendista: domani gli annunci della Fed
Bisognerà attendere fino a domani sera, alle 20 ora italiana, per conoscere le decisioni di politica monetaria della Fed. Le attese sono ancora una volta per tassi fermi nel range al 3,50%-3,75%, con un ampio consenso. In un clima di forte incertezza, gli investitori guarderanno alle parole del presidente Jerome Powell (il cui mandato scadrà a metà maggio) per provare a intercettare alcuni indizi sulle prossime mosse della banca centrale americana per il 2026.
Da Carmignac ricordano come lo scenario Usa presenti attualmente “una crescita solida, il mercato del lavoro continua a reggere, gli asset rischiosi sono vicini o già sui massimi storici e la stagione delle trimestrali si sta rivelando finora positiva”.
In questo contesto, secondo la view di Anthony Willis, investment manager di Columbia Threadneedle Investments, la Fed – ma anche gli altri istituti centrali che si riuniranno in settimana – manterrà la politica monetaria invariata data la mancanza di chiarezza sugli eventi in Medio Oriente e sulle loro implicazioni, continuando a monitorare attentamente i dati, in particolare per valutare in che misura l’aumento dei costi energetici stia incidendo sull’inflazione core.
Per gli esperti di State Street Markets, inoltre, la conferenza stampa potrebbe risultare più importante del comunicato stesso. “Poiché riteniamo che le condizioni per una pausa prolungata si siano rafforzate, Powell adotterà probabilmente un tono più restrittivo rispetto a marzo – spiegano -. I dati continuano a mostrare segnali di stabilità, con vendite al dettaglio e occupazione in ripresa, mentre il PIL del quarto trimestre è stato rivisto al ribasso. Ci sono quindi poche ragioni perché Powell assuma toni accomodanti, con i mercati che a malapena mantengono aspettative di tagli nei prossimi due anni”.
Le attese di Goldman Sachs
“È probabile che il FOMC ribadisca il suo approccio attendista (“wait-and-see”) nella riunione di aprile di questa settimana, poiché la guerra con l’Iran continua a offuscare le prospettive economiche e a rappresentare un rischio sia per l’inflazione sia per l’attività economica”, osservano anche da Goldman Sachs nel report dal titolo “US Daily: April FOMC Preview: On Hold Ahead of the Leadership Transition“. In particolare, secondo la banca d’affari Usa, la dichiarazione del Comitato al termine della riunione “probabilmente riconoscerà i dati positivi sul mercato del lavoro e l’aumento dell’inflazione, ma lascerà invariate le linee guida di politica monetaria”.
Per quanto riguarda le previsioni per l’intero 2026, gli esperti di Goldman Sachs scrivono:
“La nostra previsione sulla Fed rimane più dovish rispetto alle aspettative del mercato, perché continuiamo ad aspettarci due tagli dei tassi di 25 punti base a settembre e dicembre, e riteniamo che gli aumenti dei tassi siano piuttosto improbabili”.
Verso l’ultima riunione di Powell
Con ogni probabilità, questa sarà l’ultima riunione presieduta da Jerome Powell. “La recente archiviazione dell’indagine del Dipartimento di Giustizia rimuove il principale ostacolo alla sua successione, sebbene Powell non abbia ancora chiarito se intenda mantenere il proprio incarico come governatore (fino a gennaio 2028) – spiega François Rimeu, senior strategist di Crédit Mutuel Asset Management -. La Commissione bancaria del Senato è chiamata a votare la nomina di Kevin Warsh a presidente il 29 aprile, nel giorno della conferenza stampa”.
Powell potrebbe scegliere di rimanere governatore della Fed dopo la scadenza del suo mandato di presidente il 15 maggio 2026. Potrebbe farlo se il suo nome non fosse stato completamente riabilitato o se l’indipendenza politica della Fed venisse messa in discussione. “Probabilmente annuncerà la sua decisione nella conferenza stampa successiva alla riunione del Federal Open Market Committee e ci aspettiamo che rimanga in carica per diversi mesi”, sostiene Raphael Olszyna-Marzys, International Economist di J. Safra Sarasin.