Notizie Notizie Italia Unicredit, Mps e Bpm al centro del risiko. Ma per Barclays il titolo bancario su cui puntare è un altro

Unicredit, Mps e Bpm al centro del risiko. Ma per Barclays il titolo bancario su cui puntare è un altro

28 Aprile 2026 09:20

In attesa della nuova tornata di conti trimestrali, che inizierà settimana prossima, il risiko rimane un tema centrale per le banche italiane. Gli analisti di Barclays hanno fatto il punto sul settore indicando la banca che al momento mostra segnali di forza relativa.

I prossimi catalyst sul fronte M&A

La maggior parte delle maggiori banche italiane risulta direttamente o indirettamente coinvolte in operazioni di M&A. Da questo assunto parte il report di Barclays che si concentra soprattutto sulle ambizioni di Unicredit su Commerzbank e sul possibile futuro deal Mps-Bpm, sempre più chiacchierato nelle ultime settimane.

In merito a Unicredit-Commerz, i prossimi catalyst saranno l’assemblea straordinaria della banca di piazza Gae Aulenti del 4 maggio, i risultati del primo trimestre il 5 maggio e il lancio dell’Ops potenzialmente lo stesso giorno; i risultati di Commerz e l’aggiornamento degli obiettivi arriveranno invece l’8 maggio. “Esaminando i documenti dell’assemblea straordinaria del 4 maggio – argomentano gli analisti – Unicredit richiede un’autorizzazione all’emissione di azioni superiore a quanto implicito nel rapporto di cambio, ma non è chiaro se ciò possa o meno facilitare un aumento dell’offerta in azioni, senza la necessità di un’altra assemblea straordinaria che lo approvi”.

Passando invece a Mps-Bpm, ad avallare questa ipotesi c’è da un lato la riconferma di Luigi Lovaglio – che ha più volte menzionato un interesse per operazioni di M&A – e dall’altro la stampa che ripetutamente torna su questa opzione, configurando l’operazione come una fusione amichevole tra pari, che a detta di Barclays funzionerebbe meglio in termini di accrescimento dell’Eps, mentre se Mps fosse l’acquirente (dal punto di vista contabile, data la maggiore capitalizzazione di mercato) sarebbe necessaria la vendita della partecipazione in Generali per finanziare l’operazione, come affermava un articolo del Financial Times (ma Mps ha smentito).

Tuttavia, considerando che attualmente Mps è scambiata a sconto rispetto ai suoi concorrenti italiani e in particolare rispetto a Banco Bpm, quest’ultima potrebbe decidere di lanciare un’offerta a premio su Mps per colmare il divario di valutazione. “Un’operazione di questo tipo – spiega Barclays – sarebbe comunque vantaggiosa per Bpm e apparirebbe solida anche in termini di giustificazione degli importanti risparmi sui costi. Inoltre, Barclays ritiene che, “sebbene la gestione simultanea di due integrazioni possa risultare complessa, data la diversa natura degli accordi Mediobanca-Mps e Bpm-Mps, sia fattibile e forse persino utile”.

Nozze Mps-Bpm, possibile un coro di sì

Per l’operazione servirà l’avallo del governo italiano e del Crédit Agricole, primo socio di Bpm. Barclays vede un semaforo verde da entrambi in quanto la nuova entità potrebbe cedere filiali per motivi antitrust (circa il 5% del totale delle filiali Banco Bpm, tutte in Toscana) e potrebbe anche valutare la vendita di Agos, data la sua sovrapposizione con Compass nel settore bancario al dettaglio). Gli analisti calcolano inoltre l’incremento dell’utile per azione al netto di queste cessioni (3%, inferiore rispetto agli stessi scenari pre-cessioni, ma che fornirebbe maggiore libertà di capitale a Banco Bpm-Mps). “Se Crédit Agricole dovesse pagare tali attività in azioni Banco BPM, la sua partecipazione finale nell’entità combinata si ridurrebbe all’8,4%, il che potrebbe essere percepito favorevolmente dal governo italiano”, spiega la casa d’affari britannica.

Preview conti trimestrali

Intanto, volgendo lo sguardo ai conti del primo trimestre, Barclays si aspetta risultati solidi dalle banche tricolori con margine di interesse a -1% su base trimestrale e commissioni a -2% su base trimestrale. Non sono previsti aggiornamenti delle guidance.”Riteniamo che le tendenze del primo trimestre mostreranno una certa continuità rispetto al quarto trimestre (solido margine di interesse e commissioni, costi sotto controllo, costo del rischio molto basso), ma prevediamo che il dibattito si sposterà maggiormente sui trimestri successivi”, si legge nel report che elenca una serie di punti focali su cui il dibattito verterà: dal margine di interesse (dobbiamo aspettarci tendenze più solide, vista l’evoluzione dell’Euribor?); commissioni di gestione patrimoniale (la volatilità del mercato sta influenzando il mark-to-market degli AUM e/o la propensione al rischio degli investitori?); commissioni bancarie (volumi sono influenzati dagli attuali rischi di rallentamento economico, che determinano una minore attività dei clienti?); costi (dovremmo considerare un certo impatto dell’inflazione?); e infine costo del rischio (le banche vedono rischi a medio termine legati all’impatto dei prezzi dell’energia sui loro clienti corporate (o retail)?

Quale titolo preferire?

Chi farà meglio? “Mps dovrebbe registrare la migliore progressione su base trimestrale del margine di interesse e delle tendenze operative in generale, soprattutto a causa della base debole del quarto trimestre; se escludiamo questo fattore, Bper dovrebbe registrare le tendenze operative core più solide nel trimestre.

Proprio il titolo dell’istituto emiliano è indicato come il preferito della banca d’affari in quanto sta mostrando segnali positivi dalla fusione con BP Sondrio.

Barclays ha tagliato il target price su UniCredit a 81 euro da 88,9 confermando la raccomandazione overweight; sforbiciata anche su Credem (da 15,7 a 14,5 euro), Banco Bpm (da 15,5 a 15,2, Intesa Sanpaolo (da 7 a 6,6 euro); mentre sale la valutazione su Mediobanca a 16,8 da 16,6 e su Bper a 14,3 euro da 14 (rating overweight). Fermo a 9,20 euro il prezzo obiettivo su Mps con giudizio equalweight.