Notizie Notizie Mondo Trimestrali USA Preview Alphabet: fattore Gemini e servizi Cloud in espansione. Le stime di BoFa

Preview Alphabet: fattore Gemini e servizi Cloud in espansione. Le stime di BoFa

24 Aprile 2026 12:24

La settimana prossima saranno pubblicati i risultati trimestrali dei colossi della Silicon Valley e per quanto riguarda Alphabet, la società controllante di Google, le previsioni sono decisamente positive. Secondo una nota di Bank of America, alla base della performance nel primo trimestre dell’anno sarà il crescente peso di Gemini, il bot di intelligenza artificiale del colosso di Mountainview, sempre più integrato nel motore di ricerca più potente del mondo.

La date da segnare sono quella di mercoledì 29, in cui a fianco di Alphabet, arriveranno anche le trimestrali di Amazon, Meta e Microsoft, e di giovedì 30, quando sarà la volta di Apple.

Fattore Gemini ma non solo: anche servizi Cloud in forte espansione contro i competitor

Secondo gli analisti di BofA il giro d’affari di Alphabet da gennaio a marzo dovrebbe essere pari a 92 miliardi di dollari, con utili pari a 2,69 dollari per azione, attestandosi così su cifre superiori alle aspettative del consensus, che sono per utili di 2,66 dollari per azione su un giro d’affari di 91,7 miliardi. Il fattore chiave è considerato l’integrazione di Gemini nella attività di ricerca e nei servizi Cloud.  Nelle stime di BofA la crescita di fatturato per quanto riguarda la divisione “Search and Other” dovrebbe attestarsi ad un +18%.

Il margine operativo è visto in espansione di 45 punti base anno su anno, arrivando al 40,5%, contro il 39,6% del consensus, mentre i margini core sono stimati in discesa da 55 punti base al 41,8%. I margini del comparto Cloud sono invece visti in rialzo di ben 1.124 punti base anno su anno, arrivando al 29%.

BofA alza inoltre di un miliardo di dollari le stime per altre entrate, portandole a 2,2 miliardi complessivi, alla luce di possibili rivalutazioni, tra cui Anthropic, con la quale Google ha stretto una forte partnership, e che potrebbero far salire gli utili.

Attenzione ai commenti sulle spese in conto capitale e occhi puntati al secondo trimestre

Sulla performance del titolo Alphabet (GOOG) potrebbero aver un impatto sia le previsioni della società per il secondo trimestre e quanto verrà detto in merito alle spese in conto capitale, estremamente alte in questo periodo tra le grandi del tech per via della costruzione delle infrastrutture dell’AI. Impattanti potranno essere anche i risultati di Microsoft e Meta, che verranno pubblicati lo stesso giorno.

BofA prevede per Alphabet un fatturato di 98,3 miliardi di dollari e utili di 2,80 dollari per azione nel secondo trimestre, anche in questo caso cifre superiori al consensus di 97,6 miliardi e 2,76 dollari per azione. La crescita nei ricavi generati da inserzioni pubblicitarie per Google dovrebbe essere del 16% (contro il +26% di Meta) e nella Cloud del 48% (contro il +38% di Azure di Microsoft).

Da Mountainview ci si aspetta anche la conferma dell’outlook sulle spese in conto capitale per il 2026, stimate tra i 175 e i 185 miliardi di dollari.

Fattori positivi e rischi nel dettaglio per la “earning call” di mercoledì

Confermata sicuramente è la stima di posizionamento molto positivo nel segmento Search, derivante dall’accelerazione dell’adozione dell’AI e dal miglioramento della monetizzazione. La performance della suite di servizi Google Cloud Platform (GCP) potrebbe essere migliore dei competitor Microsoft Azure e Amazon Cloud Services, grazie alla trazione di Gemini e all’impiego dei Tensor Processing Unit (TPU), microprocessori sviluppati da Google per ottimizzare la performance dell’AI nei data center.

Tra i fattori di rischio che potrebbero mitigare la performance sono risultati Search in linea con le stime, commenti che suggeriscano futuri ostacoli dovuti all’aumento della capacità infrastrutturale, un aumento delle previsioni di spesa in conto capitale e oneri straordinari.

In sostanza BofA reitera il rating “Buy” su Alphabet, considerandola sulla buona strada per generare una crescita superiore alla media, grazie ad un posizionamento favorevole nell’AI che spazia dai modelli di base ai chip proprietari, fino alla distribuzione nei segmenti consumer ed enterprise.

Il segmento Search resta la punta di diamante, rafforzato dall’innovazione continua di Gemini che ne migliora l’adozione da parte degli utenti e l’efficacia dei modelli pubblicitari.

Nel breve e medio periodo altri rischi potrebbero essere rappresentati da una valutazione elevata rispetto alla storico, una decelerazione della crescita pubblicitaria nel secondo trimestre e la concorrenza da parte di nuovi LLM (Large Language Models) sul mercato.