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Prepararsi a 12-18 mesi di inflazione eccezionalmente alta, Credit Suisse indica tre azioni value adatte a tale scenario

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Nelle ultime settimane le dinamiche di mercato sono rimaste pressoché stabili, solo le sorprese dall’inflazione restano la principale fonte di preoccupazione. “A fronte di una maggiore incertezza in termini d’inflazione e nell’impossibilità di ignorare il rischio di pullback dei mercati nel breve termine, gli investitori dovrebbero tenere la liquidità a un minimo e preferire portafogli multi-asset ben diversificati con un’esposizione azionaria sufficiente”. Lo si legge nel report Investment Weekly Expert International di Credit Suisse, secondo cui “dopo giugno entreremo in un periodo di 12-18 mesi di incertezza sull’inflazione straordinariamente elevata rispetto agli ultimi venticinque anni”.
Tuttavia, si legge nel report, “da una prospettiva di investimento, prima di un’eventuale normalizzazione a più lungo termine, c’è il breve termine innanzitutto. E nel breve termine i rischi sono orientati al rialzo. Come i mercati finanziari potrebbero muoversi in risposta a uno specifico andamento dell’inflazione dipenderà da come questa plasmerà gli interventi di politica monetaria”.

Le possibili mosse di Fed e Bce

Credit Suisse prevede due rialzi dei tassi da parte della Fed nel 2023, l’annuncio di acquisti di asset ridotti entro la fine di quest’anno e un calo degli acquisti per la metà del 2022. Queste aspettative, si leggere nel report, “sono basate sulla nostra previsione centrale di un’inflazione core compresa tra il 2,0% e il 2,5%. Se l’inflazione dovesse rivelarsi significativamente più alta, allora la Fed potrebbe cominciare ad aumentare i tassi a inizio 2023 o fine 2022 e a ridurre gli acquisti al principio del prossimo anno”.
Per quanto riguarda l’Eurozona, secondo Credit Suisse, la Bce potrebbe rallentare il ritmo degli acquisti di asset ai sensi del Programma di acquisto di emergenza pandemica (PEPP) a giugno. Ma, si legge nel report, “ci aspettiamo che il PEPP continui fino a tutta la prima metà del prossimo anno e che il programma tradizionale di allentamento quantitativo prosegua per tutto il prossimo anno”.

Tre titoli per difendersi dall’impennata dell’inflazione

Le azioni sono la classe di attivi meglio posizionata per resistere a periodi di reflazione, come quello che stiamo attraversando attualmente. Credit Suisse evidenzia tre titoli con valutazione interessante di settori che dovrebbero andare bene in uno scenario inflazionistico.
Un driver di crescita importante, si legge nel report, è il portafoglio minerario diversificato di Anglo American. “Il titolo ha avuto un 2020 burrascoso, tuttavia ci aspettiamo una ripresa operativa nei prossimi anni, seguita da una ripresa del mercato dei diamanti e dal successivo decollo del progetto del rame Quellaveco. Ora che Anglo sta gradualmente raggiungendo la stabilità operativa insieme a un solido bilancio patrimoniale, un chiaro controllo dei costi e una continua innovazione, si prevedono risultati importanti sul fronte della crescita”.
Il secondo titolo segnalato da Credit Suisse è AXA. Nel report si legge che “il gruppo ha vissuto una radicale trasformazione del proprio business, che si sposta verso i comparti P&C (danni e infortuni), protezione e assicurazione sulla vita, tagliando al contempo l’esposizione agli utili di investimento e al ramo vita tradizionale. La compagnia è tornata al pagamento dell’intero dividendo nel 2021, e ci aspettiamo un CAGR del dividendo del 5%”.
Infine, Credit Suisse consiglia Volkswagen, “un titolo value di inizio ciclo che tratta a un P/E forward a 12 mesi di 7,6x, malgrado la flessione dei volumi di auto dalla scorsa estate, prevediamo una buona prosecuzione del ciclo rialzista anche per buona parte del 2022. Mentre la carenza di chip e il rincaro delle materie prime rappresentano venti contrari, Volkswagen ha innalzato la sua guidance per l’esercizio 2021 in occasione della divulgazione dei dati del primo trimestre. Anche Volkswagen è tra i leader dei veicoli elettrici (VE), con volumi di VE già vicini a quelli di Tesla. A nostro parere, ciò dovrebbe portare a un re-rating del titolo, dato che i pure play dei VE trattano con valutazioni assai più elevate”.