Notizie Notizie Italia PIL fermo e debito in rialzo, Bankitalia e Istat passano al setaccio la manovra 2026

PIL fermo e debito in rialzo, Bankitalia e Istat passano al setaccio la manovra 2026

8 Ottobre 2025 11:20

Il quadro macroeconomico globale continua a essere dominato da incertezze e forti oscillazioni. Le tensioni geopolitiche, l’instabilità dei mercati energetici e le politiche monetarie restrittive nelle principali economie avanzate contribuiscono a un contesto in cui la fiducia resta fragile e la crescita rallenta. È in questo scenario complesso che la Banca d’Italia, per voce del capo del dipartimento Economia e Statistica Andrea Brandolini, nel corso dell’audizione sul Documento programmatico di finanza pubblica (DPFP), ha tracciato un bilancio prudente ma non privo di segnali positivi per l’economia italiana.

Secondo Bankitalia, il sistema produttivo e le famiglie italiane mostrano nel complesso una buona tenuta, anche se persistono elementi di vulnerabilità. La crescita prosegue, ma a ritmo contenuto: per il 2025, il PIL è stimato in aumento di circa mezzo punto percentuale, in linea con le previsioni del governo e dei principali organismi internazionali. Nel successivo triennio, l’espansione dell’economia dovrebbe restare inferiore all’1% annuo, confermando un trend di crescita moderata ma stabile.

Istat: manovra ad effetto zero sul PIL nel 2026

Un’impostazione prudente, che rispecchia la linea di rigore già tracciata dal governo e confermata dall’Istat nella giornata di ieri, sempre nel corso dell’audizione sul Documento programmatico di finanza pubblica (DPFP). Secondo l’Istituto Nazionale di Statistica, la manovra da 16 miliardi di euro prevista per il 2026 non avrà effetti significativi sull’economia italiana. L’istituto, ascoltato dalle Commissioni Bilancio di Camera e Senato, ha stimato che l’intervento “non inciderà sul PIL nel primo anno di applicazione” e che nei due successivi, 2027 e 2028, avrà un effetto “espansivo molto limitato, nell’ordine di un decimo di punto percentuale”.

La manovra, del valore medio dello 0,7% del PIL, sarà finanziata quasi interamente in pareggio: circa il 60% attraverso tagli alla spesa pubblica e il resto con misure sul lato delle entrate.

Politica di bilancio: prudenza e credibilità

Anche per l’istituto guidato da Fabio Panetta, la linea di condotta dei conti pubblici resta improntata alla prudenza. La Banca d’Italia ha sottolineato che il DPFP 2025 conferma gli impegni del Piano strutturale di bilancio (PSB) di medio termine, con un controllo attento della spesa netta e l’avvio, dal 2027, di un percorso di riduzione del rapporto debito/PIL.

“I risultati dello scorso anno, così come le stime per il 2025, sono incoraggianti”, ha spiegato l’istituto, “in particolare per quanto riguarda l’indebitamento netto e il saldo primario, tornato positivo per la prima volta dal 2019 e previsto in aumento allo 0,9%”.

Un traguardo importante, che — come ha rimarcato Bankitalia — non è stato ottenuto sacrificando gli investimenti pubblici, anzi: questi si mantengono su livelli “storicamente elevati” in rapporto al PIL, grazie anche alla spinta del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR).

Debito e rischio sovrano: la sfida della stabilità

Ma avverte Bankitalia, il processo di risanamento dei conti pubblici, seppur in corso, non è esente da rischi. L’istituto ha messo in guardia così da possibili ripercussioni negative sulle condizioni di finanziamento, qualora si verificasse “un improvviso aumento dei premi per il rischio sovrano” nelle economie avanzate.

Proprio per questo, Via Nazionale richiama alla responsabilità e alla coerenza: “Per un Paese che ha un debito pubblico elevato come l’Italia, la prudenza nella gestione delle finanze pubbliche è meritoria quanto doverosa. Va coniugata con riforme strutturali che sostengano la crescita e l’innovazione”. La Banca d’Italia osserva inoltre come la credibilità della politica economica e gli andamenti migliori delle attese abbiano contribuito a migliorare la percezione del rischio italiano sui mercati. “Il differenziale tra i titoli sovrani decennali italiani e tedeschi si è ridotto di oltre 100 punti base negli ultimi due anni e di quasi 50 nell’ultimo anno”, si legge nella relazione.

Un risultato che ha avuto effetti positivi anche sulle valutazioni delle agenzie di rating, molte delle quali hanno migliorato la prospettiva sull’Italia nonostante il contesto geopolitico e macroeconomico sfidante.

Crescita e produttività: la leva delle riforme

Per Bankitalia, il consolidamento dei conti deve andare di pari passo con interventi capaci di stimolare la produttività. “Una riallocazione tra le diverse poste del bilancio può favorire la crescita, ad esempio aumentando le risorse destinate a investimenti, ricerca e istruzione”, hanno spiegato i rappresentanti dell’Istituto.

Allo stesso tempo, viene indicata la necessità di razionalizzare le spese fiscali e correggere le distorsioni del sistema tributario che penalizzano la crescita dimensionale delle imprese. In particolare, si suggerisce di contrastare l’erosione della base imponibile dell’Irpef, intervenendo su deduzioni e agevolazioni che riducono l’efficacia complessiva del sistema.

PNRR e opportunità di rilancio

Infine, un passaggio centrale dell’audizione riguarda il completamento del PNRR, per il quale la Banca d’Italia invita a non perdere tempo prezioso. Alla luce delle previsioni aggiornate sulla spesa effettivamente realizzata entro la fine dell’anno, la prossima revisione del Piano viene considerata “un’importante occasione da cogliere”.

Ottimizzare la gestione dei fondi europei, spiega l’Istituto, può offrire un volano significativo per la crescita e l’innovazione, contribuendo a modernizzare infrastrutture, digitalizzazione e capitale umano.