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Piazza Affari ostaggio dell’incertezza (non solo politica), Ftse Mib in altalena

Movimenti deboli per Piazza Affari, calata in uno scenario nazionale e internazionale che resta incerto

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Volatilità a Piazza Affari, con il Ftse Mib in altalena nella prima ora di scambi. Dopo i primi istanti di contrattazioni in territorio negativo e una toccata e fuga in positivo, ora il listino principale di Milano è scivolato nuovamente in rosso e cede solo lo 0,09% a 22.623 punti. Movimenti dettati da un clima di incertezza in scia alla situazione sanitaria ancora difficile, al clima politico agitato negli Stati Uniti e l’avvicinarsi della nuova stagione delle trimestrali. Senza contare l’ombra che si è allungata sulla situazione politica in Italia, con la crisi di governo, e le ripercussioni (senza però ancora forti scossoni) sulla carta italiana.
Tra i singoli titoli performance positive per Moncler che guadagna circa il 2,5%, bene anche Saipem che avanza dell’1,66%. Si mette in evidenza anche oggi Azimut che guadagna circa l’1% all’indomani delle indicazioni sui conti 2020. In particolare, il gruppo prevede di chiudere il 2020 con il miglior utile netto consolidato della storia del gruppo, compreso fra i 375 milioni di euro e i 415 milioni, superando il record del 2019. Rimbalza Prysmian (+1,3% poco sopra la soglia dei 29 euro) dopo lo scivolone della vigilia. Tra i peggiori del Ftse Mib, con un ribasso di circa l’1%, c’è Leonardo.

L’ombra della crisi si allunga sull’Italia

In primo piano la situazione politica italiana, con Italia Viva di Matteo Renzi pronta a uscire dal governo. Stanotte il consiglio dei Ministri ha dato il via libera al Recovery Plan, il Piano di ripresa e resilienza che stabilisce come l’Italia intende spendere quei 209 miliardi di euro di sovvenzioni e prestiti che le spetteranno con il Next Generation EU (Recovery Fund). Ma le due ministre di Italia Viva, Teresa Bellanova ed Elena Bonetti, si sono astenute dal voto. Su questo fronte si tiene sotto osservazione lo spread Btp-Bund che nelle ultime ore è risalito e stamattina viaggia poco sotto la soglia di 114 punti base (in avvio d’ottava era a quota 105 punti base).
Come sottolinea Giuseppe Sersale, strategist di Anthilia Capital Partners Sgr, “la soluzione della crisi non è ovvia, con Conte che minaccia di non fare più un Governo con Italia Viva se questa ritira l’appoggio. Il fatto è che nessuna delle forze al Governo (Renzi e Conte in testa) ha interesse ad andare a elezioni anticipate, e consegnare alla Destra maggioranza e fondi del Recovery Fund”. “Non si vede quindi come la soluzione non possa essere un nuovo Governo, eventualmente con qualche personalità di spicco nei ruoli chiave – aggiunge Sersale – In ogni caso la scusa per vendere c’è, vista l’indeterminatezza della situazione e quindi la carta italiana è rimasta alquanto pesante tutto il giorno”.

I dati da monitorare oggi

Dal fronte macro, infine, giungeranno diverse indicazioni. In particolare, si segnala la produzione industriale in Italia. Stando ai dati diffusi dall’Istat, a novembre l’indice destagionalizzato della produzione industriale ha mostrato una flessione dell’1,4% rispetto a ottobre. Nella media del trimestre settembre-novembre il livello della produzione cresce del 2,1% rispetto al trimestre precedente. Corretto per gli effetti di calendario, a novembre l’indice complessivo è calato in termini tendenziali del 4,2% (i giorni lavorativi di calendario sono stati 21 contro i 20 di novembre 2019).
In mattinata si attende anche la pubblicazione della produzione industriale per l’Eurozona a cui seguirà la pubblicazione da parte dell’Istat della nota mensile sull’andamento dell’economia italiana. Nel pomeriggio dagli Stati Uniti giungerà l’inflazione, mentre in serata la Fed pubblicherà il Beige Book.