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Piazza Affari gongola: svolta politica fa volare tutti (tranne uno), ecco la classifica da scoppio crisi

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Euforia da nuovo governo. Pioggia di acquisti a Piazza Affari dopo che ieri sera M5S e Pd hanno riferito al Quirinale l’intesa per formare un nuovo esecutivo a guida Conte. Il premier dimissionario Giuseppe Conte è stato convocato oggi, alle 9.30, al Colle e Sergio Mattarella dovrebbe conferirgli l’incarico di formare un nuovo governo.

La classifica post crisi governo: rally a doppia cifra per sei big del Ftse Mib

Se dallo scoppio della crisi il rimbalzo è stato poderoso soprattutto per i Btp, i cui rendimenti sono scesi ieri ai minimi storici, Piazza Affari non è stata da meno. Dai minimi del 14 agosto sotto i 20mila punti, il Ftse Mib è risalito di oltre il 6%. C’è chi in queste due settimane ha fatto molto meglio con balzi a doppia cifra, soprattutto tra le banche: +14,7% Banco BPM, +12.5% UBI Banca, +11,3% Prysmian, +11%  per CNH e Finecobank, +10,4% Saipem.

Poco sotto la doppia cifra si posizionano big quali Unicredit (+9,36%), Enel (+9,3%), Telecom Italia (+9,5%) e Intesa Sanpaolo (+8,6%).

Atlantia cigno nero

Unico segno meno dell’intero Ftse Mib dal 14 agosto ad oggi è Atlantia con -1,8%. Pesa infatti il rischio che la permanenza nella compagine di governo del M5S faccia andare avanti l’iter per la revoca della concessione autostradale. Ieri lo stesso leader pentastellato, Luigi Di Maio, ha riaffermato come la questione Atlantia sia tra i punti che il movimento intende portare avanti anche con il nuovo esecutivo.

Oggi nuovo rally, marcia in più per Telecom e Prysmian

Il Ftse Mib oggi sale dell’1,37% a 21.278 punti con banche in prima fila. In spolvero le big: +1,9% Intesa Sanpaolo e +1,76% Unicredit. Ieri quest’ultima era stata sostenuta dai rumor circa le possibili mosse propedeutiche a una futura venda della turca Yapi.

Tra i migliori anche Telecom Italia (+2,54%). Tra gli altri titoli rialzi di oltre il 2% per Leonardo, Mediobanca e Azimut. Miglior titolo di giornata è però Prysmian (+3,8%) con oltre +3% grazie alla promozione a buy arrivata da Goldman Sachs.

Sull’obbligazionario, in attesa dell’asta Btp che potrebbe vedere tassi di assegnazione dei Btp a 10 anni ai minimi storici, lo spread si mantiene sui minimi a 15 mesi in area 170 punti base.

 

Giochi non ancora fatti, ma spazio per nuovi sprint

I giochi non sono ancora conclusi per la formazione del nuovo governo, ma il mercato crede che il sentier sia tracciato. “Tra nomine, piattaforma Russeau, fiducia etc le sfide comunque non mancano. Ma la direzione è ormai chiara”, rimarca Giuseppe Sersale, Strategist di Anthilia Capital Partners Sgr.

Gli strategist di Citigroup ritengono che gli sviluppi politici andranno a supportare ulteriormente il rally dei Btp. Ieri invece da Unicredit si indicava una possibile discesa dello spread fino a 150 pb.

Gli investitori plaudono alla prospettiva di scenario più stabile per l’Italia e meno conflittuale con l’Ue considerando le posizioni decisamente più europeiste del Pd rispetto a quelle della Lega. Dall’inizio della crisi, quando lo spread inizialmente balzò sui timori di nuove elezioni e una vittoria di Salvini, il differenziale di rendimento tra Btp e Bund tedesco si è costantemente ridotto segnando -70 pb.