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Piazza Affari deraglia con banche e Poste, crisi governo fa volare lo spread. Elezioni a ottobre?

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La crisi di governo scatena le vendite a Piazza Affari, con le banche sul fondo del listino, mentre sull’obbligazionario lo spread balza in avanti. Oggi è prevista l’asta del Tesoro di Bot annuali per 6,5 miliardi. Ma soprattutto è atteso il verdetto dell’agenzia di rating Fitch sull’Italia. Il suo giudizio, attualmente al gradino BBB-, potrebbe peggiorare viste le crescenti difficoltà politiche.

 

Sul Ftse Mib soffre anche Poste

Fin dai primi minuti di scambio l’indice Ftse Mib imbocca la via dei ribassi per poi accelerare ulteriormente e segnare una flessione di quasi 2 punti percentuali in area 20.400 punti. Decisamente peggio rispetto al resto d’Europa, dove gli indici mostrano moderati cali, sulle tensioni commerciali tra Stati Uniti e Cina. Tornando a Milano, le vendite si concentrano sulle banche, che scivolano sul fondo del listino principale in balia dello spread Btp-Bund che ha ripreso a correre e si è portato a 235 punti. Ribassi fino al 5% per Unicredit, Bper Banca, Banco Bpm e Ubi Banca che in avvio sono state sospese per eccesso di ribasso.  Contiene i cali a -2,8% Intesa Sanpaolo. Calo del 3,8% per Poste Italiane.

Salvini apre crisi di governo, possibili elezioni in autunno

Le ultime arrivate dalla politica, con la crisi in atto, dettano il ritmo alla Borsa di Milano. Dopo l’affondo della Lega, confermato in serata dalle parole di Salvini da Pescara, è arrivata a tarda sera la conferenza stampa del presidente del consiglio, Giuseppe Conte, a confermare che non si dimetterà dopo una giornata convulsa che ha portato al concretizzarsi della rottura tra Lega e M5s. Conte chiarisce la sua posizione: “Farò in modo che la crisi sia la più trasparente della vita repubblicana. Non spetta al ministro dell’Interno deciderne i tempi o convocare le Camere”. Poi arriva l’attacco frontale al leader leghista, reo di aver forzato la crisi di governo. “Non accetterò più che si alimenti la narrativa del governo dei no, perché questo esecutivo ha parlato poco e lavorato molto. È Salvini a dover spiegare al Paese i motivi della rottura”. Ma il leader leghista vuole che le elezioni abbiano luogo il prima possibile. L’ipotesi più probabile è di elezioni il 20 ottobre.

 

Il mercato guarda al possibile scenario politico futuro, con un governo a guida Salvini che potrebbe sfidare l’UE sui vincoli di bilancio alimentando le tensioni.  Nel breve termine invece c’è il problema del varo della legge di bilancio e del delicato disinnesco delle clausole di salvaguardia. Se non sarà fatto scatterà l’aumento delle aliquote Iva che il prossimo anno per 23 miliardi. “Con le elezioni di ottobre ci sarà un governo che si insedierà a dicembre e questo probabilmente farà aumentare l’Iva”, avvisa il vicepremier Luigi Di Maio nella serata di ieri dopo che si è consumata la crisi di governo.

La clausola di salvaguardia prevede che l’aliquota ordinaria passi dall’attuale 22% al 25,2% e quella agevolata dal 10 al 13%. Aumento dell’Iva che rischia di ripercuotersi sui consumi alimentando ulteriormente l’attuale stagnazione della crescita economica. Con il voto ad ottobre e i tempi tecnici per la formazione del nuovo governo, sarebbe una corsa contro il tempo l’approvazione della legge di Bilancio 2020 entro il 31 dicembre di quest’anno. Se tale termine non verrà rispettato dal primo gennaio scatterebbe l’aumento delle aliquote Iva e il cosiddetto “esercizio provvisorio“, ossia un periodo che può durare al massimo quattro mesi, nel quale il governo in carica deve limitarsi a spendere ogni mese un dodicesimo di quanto ha speso nel complesso l’anno precedente.