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Bce ribadisce il suo mantra: “pronti a nuove misure” con Pil Ue in frenata

Mario Draghi & Co. sono pronti ad affilare le armi a settembre e ad adottare una politica più espansiva per far fronte a scenario incerto e debole

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A distanza di qualche settimana dalla riunione di luglio, con la pubblicazione del bollettino economico la Banca centrale europea (Bce) ribadisce la volontà di portare avanti una politica monetaria sempre più espansiva e accomodante e fissa, una volta di più, la strada che intende percorrere in futuro. In uno scenario sempre più incerto per l’intensificarsi delle tensioni commerciali tra Stati Uniti e Cina e l’aumento dei timori per la crescita dell’economia mondiale.

Un’azione necessaria in un clima di incertezza che perdura e che vede la frenata dell’economia della zona euro. “i nuovi dati sull’andamento economico e le informazioni ricavate dalle indagini continuano a segnalare tassi di crescita leggermente inferiori nel secondo e nel terzo trimestre – avverte la Bce -. Ciò riflette soprattutto la protratta debolezza del commercio internazionale in un contesto influenzato dal prolungarsi delle incertezze su scala mondiale, che gravano in particolare sul settore manifatturiero dell’area dell’euro” e “i rischi per le prospettive di crescita a livello internazionale rimangono orientati al ribasso”.

Per far fronte a questo rallentamento la Bce ha ribadito di essere pronta ad agire.  Il consiglio direttivo “ha posto in risalto la necessità di un orientamento di politica monetaria altamente accomodante per un prolungato periodo di tempo, poiché i tassi di inflazione, sia nella realtà sia nelle proiezioni, si sono collocati costantemente al di sotto di livelli in linea con il valore previsto”, spiega nel bollettino odierno l’istituto di Francoforte aggiungendo che “se le prospettive di inflazione a medio termine continueranno a essere inferiori al valore previsto” è determinata “a intervenire, in linea con l’impegno ad adottare un approccio simmetrico nel perseguimento dell’obiettivo di inflazione”.

Di conseguenza, il consiglio è “pronto ad adeguare tutti i suoi strumenti, nella maniera che riterrà opportuna, per assicurare che l’inflazione si diriga stabilmente verso il livello previsto”.

 

La Bce si sofferma poi sull’andamento dei titoli di stato, in particolare su quelli italiani. I differenziali fra i rendimenti dei titoli di Stato dell’area dell’euro sono rimasti sostanzialmente stabili, nonostante si sia verificato un forte calo di quelli italiani. “A seguito della decisione della Commissione europea di non avviare una procedura di infrazione per disavanzo eccessivo nei confronti dell’Italia, i differenziali sui titoli di Stato italiani sono diminuiti di 77 punti base, fino all’1,60 per cento”.

 

Aspettando il cambio della guarda tra Draghi e Lagarde

Il tutto mentre la Bce si prepara in autunno al cambio ufficiale della guardia all’Eurotower: a fine ottobre scade infatti il mandato del presidente Mario Draghi che lascerà la sua poltrona a Christine Lagarde, ex numero uno del Fondo monetario internazionale (Fmi). L’Unione Nazionale Consumatori (Unc) mette in evidenza le indicazioni contenute nel bollettino economico della Bce, soprattutto il fatto che sia stata posta in risalto “la necessità di un orientamento di politica monetaria altamente accomodante per un prolungato periodo di tempo”.

La speranza è che la politica monetaria accomodante sia confermata anche dopo il cambio al vertice tra Draghi e Lagarde”, commenta Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. È fondamentale, per il nostro Paese, così altamente indebitato e a rischio costante di una procedura d’infrazione, che riprenda il Qe. Nel bollettino si attesta che è bastato che la Commissione europea decidesse di non avviare una procedura di infrazione per disavanzo eccessivo per far diminuire i differenziali sui titoli di Stato italiani di 77 punti base. Un dato sul quale il Governo Conte dovrebbe riflettere”, conclude Dona.