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Piazza Affari debole: Atlantia scivola in avvio, Eni -1,45% sotto i 6,5 euro

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Partenza debole per Piazza Affari. L’indice Ftse Mib, reduce dal calo dello 0,08% di inzio ottava, cede al momento lo 0,28% a quota 19.319 punti. Continua a pesare il peggioramento della crisi sanitaria in Europa dove sono scattate nuove restrizioni (coprifuoco in Lombardia a partire dal 22 ottobre). Tornano a salire le incertezze legate al piano di rilancio negli Stati Uniti. Il leader democratico della Camera, Nancy Pelosi, e il segretario al Tesoro Usa, Steven Mnuchin, hanno proseguito ieri le discussioni su un nuovo piano di sostegno per l’economia senza trovare un compromesso. Le trattative dovrebbero riprendere oggi, fissato come termine ultimo per una intesa.

A Miano si muovono in ribasso alcuni dei titoli principali. Eni cede oltre l’1,4% tornando sotto quota 6,5 euro e peggio fanno gli altri titoli oil (-1,8% circa per Tenaris e Saipem) che erano stati tra i migliori alla vigilia.

Un sostegno ai mercati potrebbe giungere dalle trimestrali societarie. Oggi sono previsti i conti di Ubs in Europa e di Netflix e Texas Instrument Oltreoceano. Tra i dati macro, invece, sono previste alcune indicazioni sul mercato immobiliare negli Stati Uniti, con i permessi edilizi e le nuove costruzioni abitative.

Male anche Altantia che cede oltre il 2,9% dopo che il Consiglio di Amministrazione di CdP ha dato il via libera a CDP Equity a procedere alla presentazione, insieme a Blackstone Infrastructure Partners e Macquarie Infrastructure and Real Assets, di un’offerta per l’acquisizione dell’88,06% di Autostrade per l’Italia detenuto da Atlantia.