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Piazza Affari chiude sui minimi, debacle per Stm e Leonardo

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Chiusura di ottava difficile per Piazza Affari con l’indice Ftse Mib che ha riavvicinato pericolosamente i minimi pluriennali toccati il 2 ottobre. In chiusura il Ftse Mib ha ceduto l’1,3% a 20.345 punti. I tassi sui BTP decennali risalgono al 3,40%, ma hanno testato un massimo intraday superiore al 3,46%. Il mercato ha accolto con freddezza l’arrivo del testo della nota di aggiornamento al DEF che conferma gli obiettivi di deficit indicati nei giorni scorsi (2,4% nel 2019, 2,1 nel 2020 e 1,8% nel 2021) con Pil visto a +1,5% nel 2019 e +1,6% nel 2020.

Lo spread BTP-Bund ha testato un massimo intraday oltre i 290 punti base con rendiemnto del BTP decennale tornato in area 3,4%.

Dal fronte macro i dati di settembre confermano un mercato del lavoro Usamolto forte con disoccupazione ai minimi a 48 anni. Parziale delusione dalle non farm payrolls che segnano un saldo di +134mila rispetto alle +270 mila del mese precedente. Il consensus era +180mila. Positive però le revisioni dei mesi precedenti. “I dati odierni sono apparentemente deludenti – argomenta Vincenzo Longo, strategist di IG – . Gli investitori sembrano aver apprezzato le importanti revisioni dei mesi precedenti, che più che compensano il dato deludente di settembre. In linea con le attese è stata la crescita dei salari, che rimane vicino ai massimi dal 2009”.

Tre le blue chip di Piazza Affari si segnalano i cali delle banche con Intesa Sanpaolo giù di oltre il 3%.Tra i peggiori STM (-4,91%) complice il sell-off di ieri sul settore tecnologico (-1,8% per Nasdaq e anche per il Philadelphia Semiconductor). Sul settore pesa quanto riportato da Bloomberg circa l’utilizzo da parte della Cina di chip per infiltrarsi nelle società hi-tech americane, tra cui Apple e Amazonal fine di hackerare proprietà intellettuali statunitensi; il consigliere per la sicurezza nazionale della Casa Bianca, John Bolton, ha sottolineato il rischio di spionaggio cibernetico cinese per le società Usa.

Tonfo del 4,38% per Saipem; infine oltre -3% per Leonardo sui timori che il governo, come riferito ieri al Senato dal vicepremier Luigi Di Maio, tagli la spesa pubblica per la difesa.