Piazza Affari chiude debole, contrastate le banche
Il rischio tassi torna a turbare le Borse che hanno archiviato in Europa una seduta fiacca. In chiusura l'indice Ftse Mib ha segnato un calo dello 0,95% a quota 17.545 punti. Le minute Fed di ieri sera hanno infatti evidenziato diversi membri del Fomc a favore di un rialzo dei tassi di interesse già nella prossima riunione in programma a giugno se la crescita economica nel secondo trimestre dovesse rinforzarsi e l'inflazione andare in direzione del target del 2%. "Gli operatori hanno letto i verbali tenendo conto dei recenti dati macro migliori delle attese arrivati proprio dall'economia a stelle e strisce - sottolinea Vincenzo Longo, market strategist di IG - . Una circostanza che ha spinto gli investitori a ricalibrare le aspettative sulle prossime manovre della Fed". Toni "hawkish" della Fed che hanno pesato sulle commodity con petrolio e oro in flessione, mentre è salito il dollaro.
A Milano si è mosso in deciso ribasso il comparto oil con cali superiori ai 3 punti percentuali per Eni, Tenaris e Saipem. Quest'ultima ha ritracciato nel pomeriggio dopo un avvio sprint sostenuto dall'annuncio delle trattative per una fusione tra la francese Technip e l'americana FMC Technologies.
Bene alcuni testimonial del comparto bancario con acquisti sostenuti su Intesa Sanpaolo (+2,4%) e Ubi Banca (+0,87%), male invece Bper (-4,68%). Il ministro del Tesoro, Pier Carlo Padoan, ha sottolineato come le banche sono ancora troppe e bisogna procedere con ulteriori round di aggregazioni. Giù Unicredit (-1,48%). Sull'istituto di piazza Gae Aulenti oggi il quotidiano Repubblica riporta alcuni nomi di possibili candidati per il nuovo vertice del gruppo: Lucrezia Reichlin per la presidenza e Marco Morelli come capo azienda. Gettonati anche i nomi di Flavio Valeri (Deutsche Bank Italia), Jean Pierre Mustier (già a capo dell'investment banking di Unicredit) e Andrea Orcel (Ubs).
Segno meno per Snam (-0,77%) che paga il taglio di rating da parte di Societe Generale che ha portato il giudizio a hold dal precedente buy. Male anche Telecom Italia (-1,716%) che ieri ha lanciato un nuovo bond da 1 miliardi di euro.
A Milano si è mosso in deciso ribasso il comparto oil con cali superiori ai 3 punti percentuali per Eni, Tenaris e Saipem. Quest'ultima ha ritracciato nel pomeriggio dopo un avvio sprint sostenuto dall'annuncio delle trattative per una fusione tra la francese Technip e l'americana FMC Technologies.
Bene alcuni testimonial del comparto bancario con acquisti sostenuti su Intesa Sanpaolo (+2,4%) e Ubi Banca (+0,87%), male invece Bper (-4,68%). Il ministro del Tesoro, Pier Carlo Padoan, ha sottolineato come le banche sono ancora troppe e bisogna procedere con ulteriori round di aggregazioni. Giù Unicredit (-1,48%). Sull'istituto di piazza Gae Aulenti oggi il quotidiano Repubblica riporta alcuni nomi di possibili candidati per il nuovo vertice del gruppo: Lucrezia Reichlin per la presidenza e Marco Morelli come capo azienda. Gettonati anche i nomi di Flavio Valeri (Deutsche Bank Italia), Jean Pierre Mustier (già a capo dell'investment banking di Unicredit) e Andrea Orcel (Ubs).
Segno meno per Snam (-0,77%) che paga il taglio di rating da parte di Societe Generale che ha portato il giudizio a hold dal precedente buy. Male anche Telecom Italia (-1,716%) che ieri ha lanciato un nuovo bond da 1 miliardi di euro.