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Petrolio scivola ai minimi a 2 mesi, alert recessione azzera l’effetto dell’attacco a raffinerie saudite

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In calo anche oggi le quotazioni del petrolio con il WTI sceso sotto i 52 dollari al barile (-2,4% a 51,37 $) e Brent oil sotto i 57 dollari (-1,79%). Pesano i timori sulla crescita globale con l’ISM non manifatturiero sceso ben oltre le attese a 52,6 a settembre dai 56,4 precedenti. Si tratta dei minimi a 3 anni.

I prezzi di WTI e Brent hanno completamente riassorbito l’effetto dell’attacco agli impianti di Aramco scivolando ai minimi a circa 2 mesi. Eppure, l’impatto dell’attentato aveva generato un vuoto di offerta di oltre 5 milioni di barili al giorno solo una decina di giorni fa, oltre il 5% della produzione mondiale. “L’oro nero sta scontando le incertezze sulla crescita globale. Tensioni che ben si evincono dalle dinamiche della domanda e dell’offerta”, rimarca l’Investment Idea di Vontobel che riporta le stime OPEC, che vedono la domanda mondiale di petrolio nel 2019 crescere di 1,02 mb/d a 99,84 mb/d, quantità inferiore di 0,27 mb/d rispetto alle proiezioni d’inizio anno. Dal lato dell’offerta invece la produzione è in crescita, spinta come sempre soprattutto dagli USA.