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Petrolio: quotazioni scendono a 38 dollari, manca fiducia in vertice di Doha

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Nuova seduta con il segno meno per le quotazioni del greggio: in corrispondenza della chiusura degli scambi in Europa il Brent, il benchmark globale, lascia sul campo il 3,45% e passa di mano a 38,03 dollari il barile mentre lo statunitense Wti arretra del 3,43% a 38,04 dollari. Nelle ultime cinque sedute i due riferimenti hanno entrambi perso oltre 8 punti percentuali in scia delle scarse possibilità di successo del meeting di Doha del 17 aprile (in cui si dovrebbe discutere di un congelamento della produzione e di altre misure per rilanciare i prezzi).

Dopo le dichiarazioni dei produttori, “ora il mercato vuole i fatti”, ha rimarcato Ole Hansen di Saxo Bank. “Ci sono sempre più commentatori […] che ritengono che ‘abbiamo visto troppo, troppo in fretta’ “. Nonostante il segno meno della produzione statunitense, il fardello per i prezzi è rappresentato dalla sovrapproduzione e anche un congelamento dell’output è destinato ad avere effetti limitati.