1. Home ›› 
  2. Notizie ›› 
  3. Indici e quotazioni ›› 

Per Piazza Affari e Borse UE il rally di Natale è arrivato in anticipo, strategist vedono un basso potenziale rialzista anche per il 2021

FACEBOOK TWITTER LINKEDIN

Novembre sta andando avanti a spron battuto per le Borse con questa volta l’azionario Europa a fare da maggiore catalizzatore di buy rispetto a Wall Street. Nell’ultimo mese registrano rialzi a doppia cifra il Cac 40 francese (+10,8%), così come Piazza Affari (+11,3% frutto soprattutto del +20% da inizio novembre) e l’IBEX 35, indice guida spagnolo, che segna addirittura +15%. Quello spagnolo è anche l’indice che più a pagato in termini di ribassi in questo 2020 lo scotto del Covid. Di contro, oltreoceano nell’ultimo mese i rialzi di Dow Jones e S&P 500 – che viaggiano sui massimi storici – si limitano al 4% circa, mentre il Nasdaq segna +2,8%.

Perchè l’Europa sta sovraperformando?

Sono quattro i motivi per cui al momento l’Europa sembra avere più momentum degli USA e li individua Giuseppe Sersale, Strategist di Anthilia Capital Partners Sgr. In primis, avendo sofferto maggiormente del Covid, le tambureggianti news sui vaccini impattano di più sull’Ue.
In secondo luogo l’Ue sembra avere il picco di quest’ondata alle spalle, mentre negli USA siamo in piena esplosione, e con le manifestazioni e contro-manifestazioni elettorali e la stagione natalizia che incombe, far rallentare il contagio sarà un problema.
Terzo, l’azionario europeo è più appetibile in caso di normalizzazione (più banche, più ciclici, meno tech e “stay at home”) e quarto negli Stati Uniti c’è un problema di fiscal cliff. Ad esempio gli schemi di estensione dei sussidi alla disoccupazione scadono il primo gennaio 2021, e per il momento non vi è nulla con cui sostituirli. E infatti nell’ultimo mese a tirare la volta sono stati i settori oil & gas (+19%) e quello delle banche (+14%). 
Vero, i contatti sono ripresi al Congresso, afferma Sersale, ma la distanza sembra molta tra le parti, e con i ballottaggi elettorali che incombono in Georgia a gennaio, che valgono la maggioranza (risicata, specie in caso di vittoria Dem) al Senato, colmarli sarà dura. Trump poi al momento è totalmente impegnato nelle sue rivendicazioni, e nel fare rappresaglie, e pochissimo interessato a facilitare un accordo, mentre Biden non riesce ancora ad entrare in ufficio.

Poco spazio per ulteriori rialzi

La domanda che si fanno adesso gli investitori è se tale forza relativa durerà. Risconti non rassicuranti arrivano dagli strategist interpellati da Bloomberg. L’ultimo survey condotto su 9 esperti indica infatti per l’indice Stoxx Europe 600 una salita a 399 punti il prossimo anno, il che implica un guadagno di poco superiore al 2% rispetto alla chiusura di mercoledì. Poco spazio di crescita ulteriore anche per Euro Stoxx 50, visto salire di meno di 3 punti percentuali nell’arco dei prossimi 12 mesi “Abbiamo già visto una specie di rally di fine anno dalla fine del mese di ottobre, principalmente sulla base delle speranze vaccinali”, ha detto l’esperto di Unicredit, Christian Stocker, che vede lo Stoxx 600 fare pochi progressi per il resto del 2020. I titoli europei hanno beneficiato di una serie di catalizzatori nel mese di novembre che hanno spinto lo Stoxx da 600 a 390 punti.
L’esito delle elezioni negli Stati Uniti è stato percepito come un evento positivo per l’Europa, con la presidenza di Joe Biden prevista per allentare le tensioni internazionali e dopo il rally di novembre, lo Stoxx 600 è ancora in calo di circa il 6% quest’anno dopo un’impennata del 40% rispetto a marzo.
Il mercato azionario globale è vicino al “pieno rialzo”, rimarca il survey di novembre di Bank of America. L’ottimismo degli investitori verso le azioni è il più alto da gennaio 2018.