Notizie Notizie Italia Intesa Sanpaolo strega tutti: dai conti linfa al rally. I nuovi target degli analisti

Intesa Sanpaolo strega tutti: dai conti linfa al rally. I nuovi target degli analisti

31 Luglio 2025 12:21

Gli utili record hanno messo le ali ieri al titolo Intesa Sanpaolo arrivato a superare i 95 miliardi di euro di market cap, aggiornando i massimi a oltre 18 anni, ricucendo in parte le distanze da Unicredit che a sua volta ieri ha sfondato il muro dei 100 miliardi di capitalizzazione.

Trimestrale record

I numeri snocciolati ieri da Intesa hanno stracciato le stime. La maggiore banca italiana ha archiviato i primi sei mesi dell’anno con un utile netto di 5,2 miliardi (+9,4%), con il secondo trimestre chiuso con utile netto a 2,6 miliardi di euro rispetto ai 2,5 miliardi del secondo trimestre del 2024.

Intesa si aspetta di chiudere l’anno a ben oltre” 9 miliardi di profitti e porta di dividendi a quota 3,7 miliardi di euro, di cui 3,2 miliardi da distribuire come acconto dividendi a novembre. Importi che portano il conto finale tra dividendi e buyback per l’intero anno ad almeno 8,2 miliardi.

Analisti alzano l’asticella

Da inizio anno il titolo Intesa Sanpaolo segna un balzo di quasi il 40% e gli analisti ieri e oggi si sono affrettati a rivedere al rialzo stime e valutazione sull’istituto guidato da Carlo Messina.

Banca Akros ha portato l’asticella a livello di prezzo obiettivo a 6,1 euro dai precedenti 5,409 euro. Revisione al rialzo della raccomandazione anche da parte di Barclays che in un lungo report intitolato “Intesa SanPaolo: A classic (and successful) ISP playbook” in cui elenca tutti i riscontri positivi emersi ieri tra cedole generose, costi in calo e utili oltre 9 miliardi nel 2025.

Tre direttrici vincenti

Barclays conferma la raccomandazione “overweight” sul titolo e ritoccando leggermente al rialzo il target price, da 5,60 a 5,70 euro. Gli analisti della casa d’affari britannica parlano di un “playbook classico e vincente” per spiegare il modello strategico della banca guidata da Carlo Messina, sottolineando in particolare tre direttrici chiave: remunerazione degli azionisti, recupero delle commissioni e miglioramento dell’efficienza operativa.

Secondo Barclays, il rendimento atteso da Intesa tra dividendi 2025 e distribuzione straordinaria del 2024 raggiunge il 9%, un livello tra i più elevati nel panorama bancario europeo. Questo livello di payout, definito “pilastro fondamentale” della strategia del gruppo, dovrebbe restare al centro del prossimo piano industriale, anche alla luce dei multipli contenuti con cui il titolo è valutato dal mercato.

Barclays prevede inoltre un progressivo rafforzamento del capitale dell’istituto, con un CET1 ratio in salita nei prossimi anni anche grazie al pieno utilizzo delle DTA (Deferred Tax Assets), che da sole dovrebbero generare un beneficio di 100 punti base entro il 2028.

Sul fronte reddituale, la trimestrale ha evidenziato una buona tenuta del margine d’interesse (NII), sostenuto dalla gestione attiva del portafoglio di titoli di Stato. Le commissioni, invece, presentano un quadro più articolato: Barclays parla di segnali contrastanti, con una componente stabile nei servizi bancari tradizionali, ma ancora debole per quanto riguarda il risparmio gestito e le attività di collocamento; il calo di queste ultime dopo il picco del primo trimestre è fisiologico, ma gli analisti fanno notare come i volumi medi degli asset under management (AUM) possano aver risentito anche del deprezzamento del dollaro.

In prospettiva i segnali positivi riguardano la raccolta netta di AuM in crescita e che potrebbe accelerare nel quarto trimestre grazie a una stagionalità favorevole e alla progressiva discesa dei tassi, che renderà meno attraenti i titoli di Stato, riportando interesse verso i prodotti di investimento. Il management, scrive Barclays, ha deliberatamente rallentato la conversione dei depositi in AUM perché “i depositi generano ancora un contributo positivo all’NII”.

Guardando all’intero anno, Intesa stima per il 2025 un utile netto superiore ai 9 miliardi di euro, nonostante i costi straordinari legati al nuovo piano. Anche il payout sui dividendi resterà elevato, al 70%, con la possibilità di distribuzioni aggiuntive a fine anno.

Messina: rimaniamo convintamente fuori dal risiko

Il ceo Carlo Messina ha posto l’accento sui risvolti della risiko mania. Intesa inizia a “registrare una ripresa del trend di crescita dei prestiti, grazie anche alla chiara riduzione della pressione competitiva derivante da questa folle propensione alle operazioni di M&A avuta negli ultimi mesi in Italia”, ha spiegato il banchiere rispondendo alla domanda sul ruolo della sua banca rispetto al risiko in atto.