Pechino considera maxi-ordine di Airbus. Macron e Merz attesi a Pechino in luglio
Secondo quanto riportato da Bloomberg, la Cina starebbe prendendo in considerazione di ordinare centinaia di Airbus già a partire da luglio, quando a Pechino arriveranno in visita vari leader europei per celebrare l’anniversario dei 50 anni di relazioni diplomatiche tra Cina ed Unione Europea. Francia e Germania sono i principali stakeholder del colosso aerospaziale europeo.
Come riporta Bloomberg, le trattative potrebbero includere un ordine di 300 aerei, sia a lungo che a corto raggio, ma il numero potrebbe anche arrivare a 500, così come finalizzarsi attorno ad una cifra più ridotta.
Il quadro geo-politico e strategico: Airbus in vantaggio su Boeing in Cina
La notizia è da inquadrarsi nell’ambito più ampio della strategia commerciale e geopolitica di Cina ed Europa in risposta alle politiche di dazi commerciali volute dal presidente americano Donald Trump, la cui implementazione è piuttosto fluida e in fase di definizione ma prima o poi assumerà una forma concreta.
Per il presidente francese Emmanuel Macron e il cancelliere tedesco Friedrich Merz, attesi a Pechino il mese prossimo, un accordo di così alto profilo con la Cina sarebbe una vittoria di Airbus ai danni di Boeing, e in qualche modo del quadro direttivo dell’Unione Europea sugli Stati Uniti, essendo Boeing il principale esportatore americano, già penalizzato da Pechino dopo l’inizio della “guerra dei dazi”. In aprile le autorità cinesi hanno immediatamente ordinato a tutte le compagnie aeree del paese di non accettare più consegne di jet provenienti da Boeing.
In passato c’erano già state tensioni tra Pechino e la società con sede a Crystal City, Virginia, dopo due incidenti mortali riguardanti i nuovi modelli 737 Max nel 2019. La Cina fu il primo governo ad impedire di volare a quei modelli di Boeing. Inoltre ci sono state altre dispute commerciali sia durante il primo governo Trump che durante la successiva amministrazione Biden. Il risultato è che Boeing non ottiene grandi ordini da Pechino dal 2017 e da allora il mercato cinese, una volta molto equilibrato tra i due maggiori manifatturieri di aerei commerciali al mondo, è andato nettamente in favore dei Airbus.
È ancora possibile tuttavia che una risoluzione delle trattative tra Washington e Pechino riporti Boing sul carro dei vincitori. L’accordo commerciale stabilito tra Stati Uniti e Regno Unito in maggio ha incluso uno vendita di jet, per esempio.
Trattative su aerei a lungo raggio, tra cui l’A330neo
Secondo le indiscrezioni, gli aerei “wide body” a lungo raggio costituiranno una fetta notevole dell’accordo tra Airbus e Pechino, che includeranno anche l’A330neo, un omologo del 787 Dreamliner di Boeing.
Se l’ordine di Pechino dovesse raggiungere le 500 unità, sarebbe uno dei maggiori di sempre, e sicuramente il più grande per la Cina. Nel 2022 da Pechino era arrivato un ordine per 300 jet di Airbus.
Nel 2023 Air India ha ordinato un totale di 470 aerei da Airbus e Boing, mentre nello stesso anno un’altra compagnia indiana, IndiGo, ha effettuato l’ordine record di 500 aerei da Airbus.
L’economia mondiale nell’incertezza ma compagnie aeree in controtendenza
Guardando in generale al settore dell’aviazione civile, sembra che quest’ultimo sarà in grado di difendersi dalla maggior parte delle incertezze che dominano l’economia globale in questo 2025.
Secondo un report diffuso dalla International Air Transport Association (IATA) quest’ann0 gli utili netti del settore dovrebbero toccare i 36 miliardi di dollari, in rialzo rispetto ai 32,4 miliardi del 2024, mentre il margine netto dovrebbe crescere al 3,7%, contro il 3,4% dello scorso anno. Il fatturato dovrebbe toccare il record di 979 miliardi di dollari, un incremento dell’1,3% rispetto all’anno scorso, anche se in calo rispetto all’ultima previsione di 1000 miliardi di dollari.
Secondo la IATA i risultati positivi sono attribuibili principalmente a due fattori: riduzione dei costi di carburante e maggiore efficienza.
Il Nord America dovrebbe generare i maggiori profitti in assoluto nel 2025, mentre la regione Asia-Pacifico dovrebbe avere la maggior crescita di domanda, con un ricavo per passeggero-chilometro – uno dei principali indici di redditività del settore che misura il ricavo medio di ogni passeggero per chilometro percorso – dovrebbe crescere del 9% anno su anno.