Notizie Notizie Italia Patto Telco verso il rinnovo, ma adesso Bernabè deve puntare alla crescita

Patto Telco verso il rinnovo, ma adesso Bernabè deve puntare alla crescita

27 Ottobre 2010 13:26

Nessuno scossone in vista dal rinnovo del patto Telco, la scatola che controlla il 22,4% di Telecom Italia. Domani infatti è l’ultimo giorno disponibile per disdire il patto, ma gli azionisti di Telco (Telefonica 46,1%, Generali 30,7%, Mediobanca 11,6%, Intesa SanPaolo 11,6%) sembrano orientati a rinnovare la fiducia al management del gruppo tlc, in primis all’amministratore delegato Franco Bernabè. “La mia sensazione è che non succederà nulla e il patto Telco proseguirà almeno fino al 2013. Come azionisti siamo soddisfatti dell´andamento dell´azienda”, ha dichiarato ieri Gaetano Miccichè. “Sul Cda deciderà l´assemblea del 2011 ma a nostro avviso Galateri, Bernabè e tutto il management stanno lavorando molto bene”. Il mandato di Bernabè, salito alla guida della Telecom a fine 2007, scadrà la prossima primavera. Il manager ex Eni dovrebbe quindi essere confermato per un altro triennio a capo del colosso delle telecomunicazioni. Con un obiettivo preciso da seguire: dopo la stagione della ristrutturazione, adesso Bernabè dovrà aprire la fase della crescita.


Per Bernabè l’ultimo triennio alla guida di Telecom è stato contrassegnato da luci e ombre. Le luci sono arrivate soprattutto dalla vittoria nella partita sudamericana, con il rafforzamento di Tim Brasil e l’intesa strappata in Argentina con la famiglia Werthein, che ha significato la fine di una battaglia durata oltre due anni e potrebbe spalancare le porte a nuove mire espansionistiche nel continente latinoamericano. “Prevediamo di investire circa 2 miliardi di euro nei prossimi anni per la dotazione infrastrutturale del Paese”, ha dichiarato l’Ad del gruppo tlc. In Italia, invece, poco tempo fa la società è riuscita ad ottenere un incremento del costo dell’affitto dell’ ultimo miglio della rete di nuova generazione. Infine, Bernabè ha già promesso che quest’anno alzerà il dividendo a 6-7 centesimi per azione contro i 5 centesimi pagati lo scorso esercizio.


Le noti dolenti sono sostanzialmente il debito monstre e la persistente debolezza sul mercato mobile domestico. “Il focus principale resta la riduzione del debito”, continua a ripetere Bernabè. Ma Telecom Italia, nonostante le cessioni in Francia e Germania abbiano portato nelle casse 1,65 miliardi, resta la società di telecomunicazioni più indebitata d’Europa (34 miliardi di euro a fine giugno). Sul fronte italiano, bisogna segnalare lo storico sorpasso di Vodafone nel segmento mobile e la costante perdita di clienti (4 milioni nel 2009). Il gruppo diffonderà i conti del terzo trimestre il prossimo 4 novembre e il trend dovrebbe essere molto simile a quello della prima parte dell’anno. “La trimestrale non dovrebbe presentare grosse sorprese”, confida un analista contattato da Finanza.com, secondo cui verrà di nuovo sottolineata “la debolezza del mercato domestico e la forza del Brasile”.