Notizie Notizie Mondo Oro da record nel 2026: verso quota 5.000$ tra tensioni geopolitiche e domanda crescente

Oro da record nel 2026: verso quota 5.000$ tra tensioni geopolitiche e domanda crescente

20 Gennaio 2026 13:43

L’oro continua a correre e aggiorna i massimi storici, confermandosi ancora una volta come il bene rifugio per eccellenza in una fase di crescente instabilità globale. Dopo aver toccato 60 nuovi record storici nel 2025, le quotazioni hanno proseguito la loro corsa, raggiungendo l’ultimo massimo storico il 12 gennaio a 4.629,96 dollari.

Il principale motore dietro l’ultimo picco sono state le notizie relative all’indipendenza della Federal Reserve (Fed), dopo che il presidente Jerome Powell è stato citato in giudizio da parte del Dipartimento di Giustizia per i lavori di ristrutturazione del quartier generale della banca centrale Usa.

Geopolitica e incertezza globale spingono la corsa dell’oro

Altri fattori di supporto al rialzo dei prezzi del metallo giallo sono gli ultimi eventi geopolitici, a partire dal cambio di regime in Venezuela, fino alle proteste in corso in Iran e al conflitto tra Russia e Ucraina, che intensificano la domanda di oro come bene rifugio.

Secondo Diego Franzin, head of portfolio strategies di Plenisfer Investments SGR, i nuovi dazi annunciati dagli Stati Uniti dal 1° febbraio su merci provenienti dagli otto Paesi che sostengono la Groenlandia, riaccendono le tensioni in una fase di rallentamento dell’economia mondiale e si inseriscono in un quadro più ampio di competizione per il controllo delle risorse strategiche. Dopo anni di disinvestimento, sottolinea Franzin, le allocazioni sulle materie prime restano basse, mentre il boom delle esportazioni statunitensi di oro non monetario segnala un crescente ricorso agli asset reali come protezione da rischio geopolitico, incertezza commerciale e debolezza delle valute.

Sulla stessa lunghezza d’onda Ahmad Assiri, research strategist di Pepperstone, secondo cui in questo contesto, i metalli preziosi emergono come i principali beneficiari dell’aumento dell’incertezza: l’oro resta inserito in un solido trend rialzista intorno ai 4.700 dollari l’oncia e il target dei 5.000 dollari rappresenta un obiettivo di medio termine realistico, soprattutto se le tensioni dovessero persistere o ampliarsi.

Dalla perdita di forza del dollaro agli afflussi ETF: un mix che spinge l’oro

Ma non solo geopolitica. A sostenere le quotazioni del metallo giallo è anche il percorso di deprezzamento del dollaro statunitense a causa della politica altalenante di Trump, che mette in discussione la credibilità stessa degli Stati Uniti. “Più in generale – sostiene Gianni Piazzoli, CIO Vontobel WM Sim – le banche centrali continuano ad aumentare la loro esposizione all’oro e oggi possiedono più oro che titoli del Tesoro”.  “Anche guardando avanti ci aspettiamo che gli istituti centrali approfitteranno di qualsiasi calo dei prezzi per acquistare e non vediamo alcuna pressione di vendita da parte loro, il che limita il rischio di ribasso per il metallo prezioso. Va considerato, inoltre, che la strategia della Cina di diversificare le proprie riserve rispetto al dollaro incide ancora in maniera contenuta sulle quotazioni: la quota ufficiale delle riserve auree della Cina è attualmente dell’8,3% a fronte di una media globale intorno al 20%: questo significa che la Cina ha ancora molto margine per acquistare oro”.

Infine, anche i flussi verso gli ETF sull’oro hanno sostenuto il rally, contribuendo a spingere le quotazioni su numerosi record nel quarto trimestre, in scia ai tagli dei tassi della Federal Reserve iniziati lo scorso settembre. Questi afflussi continuano a crescere, pur senza toccare i livelli massimi del 2020, lasciando ancora margine per un aumento della domanda da parte degli investitori retail.

Dove andrà l’oro nel 2026

In sostanza, i motori della domanda sono molto solidi e l’analista di Vontobel WM Sim vede un ulteriore potenziale di rialzo senza, d’altra parte, alcun venditore significativo. “Consigliamo di allocare a questa asset class una quota del 3-5% di un portafoglio bilanciato con l’obiettivo di ottenere non solo protezione dall’inflazione, ma anche una preziosa copertura a fronte dei rischi geopolitici e della debolezza del dollaro” continua l’esperto.

Il prossimo obiettivo dovrebbe essere 5.000 dollari, che Piazzoli ritiene raggiungibile nel corso del 2026. “Sebbene sia possibile un movimento laterale per alcuni mesi, l’oro potrebbe proiettarsi verso nuovi massimi non appena emergerà un nuovo catalizzatore, come un taglio dei tassi, un nuovo rischio geopolitico o una debolezza macroeconomica”.