Oracle batte le attese ma scivola in Borsa: i maxi investimenti nell’AI preoccupano il mercato
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La tornata di trimestrali delle big tech statunitensi continua a tenere alta l’attenzione dei mercati. Dopo la chiusura di Wall Street, Oracle ha pubblicato risultati superiori alle attese degli analisti, ma le spese per i data center, più elevate del previsto, hanno alimentato i dubbi sulla redditività degli investimenti nelle infrastrutture per l’intelligenza artificiale. Il titolo ha così imboccato la via dei ribassi nelle contrattazioni pre-market.
Oracle accelera nel cloud e nell’intelligenza artificiale
Nata come gruppo specializzato nei software per database, Oracle sta ridefinendo il proprio modello di business per diventare uno dei principali fornitori di capacità di calcolo destinata all’intelligenza artificiale. La società ha avviato un vasto piano di sviluppo di data center per OpenAI e altri grandi clienti, sostenuto nell’ultimo esercizio dalla raccolta di 43 miliardi di dollari attraverso il debito e di altri 5 miliardi mediante l’emissione di capitale azionario.
I risultati del quarto trimestre fiscale confermano la crescita del gruppo. I ricavi sono aumentati del 21% a 19,2 miliardi di dollari, leggermente al di sopra dei 19,1 miliardi attesi dal mercato. L’utile rettificato per azione si è attestato a 2,11 dollari, superando la previsione media degli analisti di 1,97 dollari. La spinta principale è arrivata dalla divisione cloud infrastructure, le cui vendite sono cresciute del 93% a 5,8 miliardi di dollari, oltre il +91% previsto. Per il trimestre che terminerà ad agosto, Oracle stima un aumento del 61% dei ricavi complessivi del cloud, incluse le applicazioni software e le infrastrutture, poco al di sotto del +62% indicato dal consensus.
Anche il portafoglio ordini ha superato le attese. Le obbligazioni contrattuali residue, che misurano i ricavi futuri già coperti da contratti, hanno raggiunto 638 miliardi di dollari, contro una stima media di 589,5 miliardi. Gran parte delle nuove commesse riguarda accordi AI su larga scala, nei quali i clienti anticipano le risorse necessarie per l’acquisto dei server. Secondo Oracle, questa struttura consente di ridurre sensibilmente il capitale da raccogliere per finanziare la costruzione dei nuovi data center dedicati all’intelligenza artificiale.
Maxi investimenti nei data center, Oracle scivola in Borsa
Le spese in conto capitale di Oracle, legate in gran parte alla costruzione e al potenziamento dei data center, hanno raggiunto circa 16,5 miliardi di dollari nel trimestre concluso il 31 maggio. Nell’intero esercizio gli investimenti sono saliti a 55,7 miliardi, oltre i 50 miliardi indicati in precedenza dalla società. La corsa alla capacità di calcolo proseguirà anche nell’esercizio fiscale in corso, e terminerà a maggio 2027. Oracle prevede spese nette in conto capitale per circa 70 miliardi di dollari, ha spiegato la direttrice finanziaria Hilary Maxson durante la conference call sui risultati. Il valore contabile complessivo risulterà superiore di 20-25 miliardi a causa dei pagamenti anticipati effettuati per alcuni componenti.
La portata degli investimenti e il crescente fabbisogno finanziario hanno però messo sotto pressione il titolo. Le azioni Oracle hanno ceduto circa l’11% nelle contrattazioni pre-market di giovedì, dopo aver chiuso la seduta precedente a 201,26 dollari. Il ribasso arriva al termine di un trimestre nel quale il titolo aveva guadagnato il 35%, sostenuto, dal miglioramento del sentiment verso i fornitori di infrastrutture di calcolo e verso OpenAI, principale cliente del gruppo. Per finanziare il piano di espansione, nell’esercizio fiscale 2027 Oracle intende raccogliere altri 40 miliardi di dollari tra debito e capitale proprio. La cifra comprende 20 miliardi derivanti da un programma già annunciato, attraverso il quale la società potrà collocare periodicamente nuove azioni ai prezzi di mercato. Il ricorso crescente alla leva finanziaria alimenta i dubbi del mercato sui ritorni della corsa agli investimenti nell’intelligenza artificiale.
Intanto prosegue la realizzazione delle infrastrutture destinate a OpenAI. Secondo il co-amministratore delegato Clay Magouyrk, nel principale sito di Abilene, in Texas, Oracle ha già consegnato il 42% della capacità prevista, mentre un ulteriore 35% dovrebbe diventare disponibile entro i prossimi tre mesi.
Alla crescita degli investimenti si accompagna una fase di riduzione dei costi. Da marzo Oracle ha tagliato migliaia di posti di lavoro nelle diverse aree del gruppo. Gli analisti ritengono che le misure possano sostenere i margini e attenuare almeno in parte il peso delle spese per i data center. Nell’ultimo esercizio i costi di ristrutturazione hanno raggiunto 1,8 miliardi di dollari, quasi cinque volte il livello registrato un anno prima.