Ops su Mediobanca, Mps medita il mini-rilancio last minute
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L’offerta di Mps su Mediobanca si appresta a imboccare il rettilineo finale. L’Ops si concluderà l’8 settembre, salvo proroghe, e sul mercato tornano insistenti le voci di un possibile rilancio anche se al momento le quotazioni dei due titoli indicano uno sconto minimo.
Lo sconto si stringe
Al termine della giornata di ieri, la forza relativa di Mps (+0,9%) rispetto al titolo Mediobanca (+0,19%) ha infatti assottigliato lo sconto dell’offerta sotto il 2%, l’1,6% per l’esattezza, pari a circa 285 milioni. Stamattina invece entrambi i titoli si muovono in sincro, con cali nell’ordine del 2%.
A gennaio quando l’Ops era stata annunciata, lo sconto sfiorava il miliardo con il mercato che “pretendeva” un rilancio ben più corposo.
Possibile replay di quanto fatto da Bper per Sondrio?
Dall’annuncio del Monte dell’assalto a piazzetta Cuccia, il ceo Luigi Lovaglio ha più volte ribadito che non c’è intenzione di rivedere al rialzo l’offerta. Il mercato mantiene il beneficio del dubbio anche perchè il recente passato ha dimostrato che rilanci last minute non sono da escludersi, come successo nell’Ops su Pop Sondrio, con Bper che dopo aver fatto muro per mesi su un possibile rilancio alla fine ha ritoccato l’offerta aggiungendo una componente cash di un euro per azione.
Stando a quanto riferisce oggi Il Corriere, il board di Mps deciderà a cavallo tra la fine di questa settimana e l’inizio della prossima su un possibile ritocco cash al rialzo dell’offerta.
L’offerta di Mps, che punta a raggiungere il 66,7% del capitale di Mediobanca, anche se la banca guidata da Luigi Lovaglio ha subordinato l’efficacia dell’offerta a una soglia minima di adesione ben più bassa (35%), prevede uno scambio di 2,533 azioni Mps per ogni titolo Mediobanca.
Adesioni all’Ops, le forze in campo
Il successo dell’Ops appare in cassaforte. A Delfin (famiglia Del Vecchio) detiene il 19,73% della banca milanese e Francesco Gaetano Caltagirone (9,98% la sua quota) – fra i sostenitori dell’operazione MPS – si dovrebbe aggiungere una congrua galassia di investitori istituzionali, tra cui diversi fondi pensione e casse previdenziali, con la soglia del 50% a portata di mano.
Una soglia spartiacque in quanto sotto il 50% non sarebbe possibile l’uso dei crediti fiscali di Siena (Dta) per 1,2 miliardi sugli utili generati da Piazzetta Cuccia che rappresentano il plus più importante della scalata di Mps per gli azionisti di Mediobanca.
Sotto il 50% la banca senese si garantirebbe comunque una posizione di potere tale da orientare nomine, strategie e decisioni assembleari.