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Opec+ e le scommesse sul verdetto del meeting del 4 marzo: produzione attesa aumentare (gradualmente)

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Cresce l’attesa per la riunione dell’Opec+, alleanza tra paesi Opec e non Opec come la Russia, che prenderà il via dopodomani, giovedì 4 marzo, e che dovrebbe pronunciarsi sui livelli della produzione per il mese di aprile. “Probabilmente allenterà i tagli all’offerta di petrolio da aprile grazie alla ripresa dei prezzi del petrolio”, segnalano gli analisti di Equita che citano tre fonti interne dell’Opec+ che hanno affermato che starebbero considerando un aumento della produzione di 500.000 barili al giorno (bg) da aprile – uno scenario che non produrrebbe accumulo di scorte. “Chiaramente, data la forza vista nel mercato, ci sarà una crescente pressione all’interno del gruppo sul fronte dei tagli. Mentre il mercato si aspetta che il gruppo aumenti la produzione da aprile, la grande incognita è di quanto“, affermano gli esperti di ING.
E’ un tema che sta catturando l’attenzione del settore petrolifero e guida anche le quotazioni dell’oro nero che oggi si muovono in territorio negativo: dopo la risalita messa a segno ieri, stamattina il prezzo del Wti (riferimento Usa) e quello del Brent (riferimento Ue) cedono circa l’1% attestandosi rispettivamente a 60 dollari al barile e a 63 dollari. Nel corso della settimana i prezzi del petrolio potrebbero rimanere sotto pressione poiché gli investitori riducono il rischio sulle posizione in vista della riunione Opec+.

Alcuni numeri
Ripercorrendo le tappe principali degli ultimi mesi si guarda alla mossa dello scorso dicembre, quando l’Opec+ ha annunciato la decisione che, a partire da gennaio, la produzione di petrolio crude è stata aumentata di 500.000 barili al giorno. Questo significa che l’ammontare totale di tagli, all’inizio del 2021, è sceso a 7,2 milioni di barili al giorno, rispetto ai 7,7 milioni di barili al giorno di tagli in vigore dallo scorso agosto e ai tagli da 9,7 milioni di barili al giorno che l’alleanza aveva deciso lo scorso maggio, nell’ambito di una strategia tesa a risollevare le quotazioni del petrolio.
A gennaio l’Opec + ha poi rallentato, ricordano da Equita, il ritmo di un aumento della produzione pianificato in quanto la ripresa della domanda è stata più debole delle attese a causa dei continui blocchi del coronavirus. L’Arabia Saudita ha effettuato tagli volontari extra per febbraio e marzo per 1 milioni di barili al giorno (oltre ai tagli Opec+). Secondo l’analisi di Equita “è ragionevole ritenere che l’Arabia Saudita allenterà quel taglio unilaterale anche se solo in maniera graduale”. Gli analisti ritengono inoltre che l’Opec+ possa far allentare le tensioni sui prezzi, data la forte capacità produttiva del cartello attualmente ferma (circa 8 milioni di barili al giorno) e per il Brent stimano sul 2021 un prezzo pari a 50 dollari al barile (il consensus è circa 52-53 dollari al barile) e 55 dollari al barile nel 2022. In questo scenario il titolo preferito dalla sim milanese nel settore è Eni.
Opec+: parola d’ordine “non sorprendere troppo il mercato”
Secondo il team dedicato alle commodity di ING, il gruppo dovrà prestare attenzione alle dichiarazioni e vorrà assicurarsi di non sorprendere il mercato con un allentamento eccessivo. “Nel frattempo il gruppo dovrà assicurarsi che il mercato possa assorbire questa offerta aggiuntiva, e per questo deve accertarsi che le sue ipotesi sulla ripresa della domanda siano abbastanza accurate”.
Il punto tecnico sul Brent (a cura di Michele Fanigliulo)

Analisi tecnica sì, ma fino ad un certo punto perché questo giovedì si terrà il meeting Opec che rimane il catalyst più importante di tutti per l’andamento del petrolio. Chiaro che se il cartello non dovesse trovare un accordo apprezzato dal mercato i prezzi potrebbero scendere anche velocemente. Al momento il quadro grafico resta positivo. Lo capiamo da due elementi. RSI in forte ipercomprato ad indicare forza nel movimento avviato dai minimi di novembre 2020 e volatilità anche importante nella fase rialzista. Attualmente si sta assistendo ad una fase di correzione fisiologica e di scarico degli oscillatori. Come detto però la situazione potrebbe cambiare nel caso in cui il meeting non dovesse dare l’esito sperato. Meglio dunque attendere l’esito del meeting e la reazione del mercato. In ogni caso, il supporto di breve è a 62 dollari. Eventuale break porterebbe al test veloce di 60 dollari. Questo è il supporto di medio periodo più importante. In caso di break avremmo anche la rottura della trend rialzista di lungo corso avviata sui minimi di aprile 2020. Se la rottura dovesse accompagnarsi a volatilità probabile un ritorno verso 57 e 53 dollari. Al rialzo invece il superamento di 65 dollari sarebbe positivo con target i massimi a 67 dollari e 70 dollari.