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Oettinger gela l’Italia: Manovra non passerà esame UE. Mercato teme doppia bocciatura

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L’UE è pronta a bocciare la Manovra inviata dal governo italiano. Il commissario europeo al Bilancio, Guenther Oettinger, ha detto allo Spiegel (versione online) che l’Europa si appresta a rigettare il progetto di Bilancio italiano che indica un livello di deficit al 2,4% nel 2019. L’esponente UE ha poi precisato via Twitter che è una sua opinione personale che “sulla base dei dati è molto probabile che dovremo chiedere all’Italia di correggere il progetto di bilancio”.

Non c’è quindi ancora una posizione ufficiale dell’Ue con la Commissione Europea che deve definire una opinione formale entro due settimane dalla ricezione del documento (arrivato il 15 ottobre).

Spread torna oltre 300 pb

Tensioni che si sono fatte sentire su spread e Piazza Affari.  Il differenziale di rendimento tra BTp a 10 anni e Bund tedesco di uguale durata si è riportato nelle ultime ore sopra la soglia critica dei 300 pb toccando un massimo a 308,9 punti, non lontano dai picchi pluriennali toccati la scorsa settimana. Il rendimento del Btp decennale è tornato sopra il 3,50%.

Il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Stefano Buffagni, ha fatto presente che l’Italia rischia la bocciatura da parte di Moody’s e Standard & Poor’s, le due agenzie di rating che si esprimeranno a fine mese. L’esponente del movimento 5 stelle, intervenuto a Radio Capital, ritiene che bisogna farsi trovare pronti all’eventualità di un declassamento che “non sarebbe giustificato dai fondamentali oggettivamente molto solidi” dell’economia italiana. Inoltre Buffagni ritiene che ci siano “tutti i presupposti” perchè la Commissione Europea apra una procedura di infrazione entro la prossima primavera.

 

Male i settori auto e oil

A Piazza Affari sono tornate le vendite. La seduta di metà ottava ha visto l’indice Ftse Mib indietreggiare dell’1,33% a quota 19.454 punti dopo il rimbalzo di oltre il 2% della vigilia. Giornata no per l’intero comparto automotive con Fca scivolata indietro di oltre il 4%. A pesare sono stati anche i deboli dati sulle immatricolazioni in Europa a settembre. Le immatricolazioni del gruppo italo-americano nell’Unione europea+Efta sono scese del 31,4% attestandosi a 61.882. “Il calo delle immatricolazioni europee di settembre, nonostante sia negativo, non coglie di sorpresa alla luce dell’introduzione della normativa WLTP”, sottolineano gli esperti di Banca Imi che hanno rating Buy su Fca, aggiungendo che nei primi nove mesi del 2018 la domanda di auto in Europa è stata positiva.

Male anche i titoli oil complice il calo del 2% circa del prezzo del petrolio dopo l’uscita delle socrte di greggio Usa, balzate oltre le attese. Saipem ha lasciato sul terreno il 2,9%, Eni l’1,6%.

Giù di oltre il 4% anche CNH; -3,6% per Exor e -3,35% per Ferrari.